Australia – 17 giorni

Oggi è il 20 marzo. E son passati 17 giorni da quando ho messo piede su suolo australiano.

Già immagino i superstiziosi, far scongiuri e chiedersi perché io abbia scelto oggi, per fare il resoconto della mia vita. Ma, io, non lo sono. Quindi passo a raccontarvelo:

sono passati 17 giorni.

Di cui 15 a soffrire di jetlag. Ok non è una gran sofferenza..però passar le notti a guardare il soffitto..non è il massimo. Addormentarsi quando è giorno e cercar di puntar la sveglia ad ore umane, non è il top. Cercare di stancarsi durante il giorno per esser stanchi la sera..fa in modo solo che siate troppo stanchi e non dormiate per questo motivo. E poi magari svenite, come è successo a me, durante la parata del Mardi Gras. Insomma..non è facilissimo far impostare al tuo corpo, il fatto di essere 10 ore avanti ed in un’altra stagione. Si perché in qualunque stagione voi arriviate qui, sarà comunque una che da dove siete partiti, non c’era. Nel mio caso, a marzo, son passata da un fine inverno italiano ad una fine estate australiana. Che non sono bruscolini. Vuol dire passare dai 10 gradi ai 25, non so se mi spiego. E voi direte “woooow ma che ti lamentiiii”. Si fico è fico (espressione tipicamente da trentenne..ahahah), dal giorno prima col Woolrich, al giorno dopo in infradito..però è bella strong come cosa. Pressione bassa ai minimi. Fiato corto. Stanchezza perenne. Voglia di bere 4 litri d’acqua al giorno per la secchezza della fauci, inevitabile.

Insomma, dicono due settimane sia il minimo di svarionamento (momentaneo distacco dalla realtà, riporta un sito di slang). Si, ve lo posso assicurare anche io. Ora posso dire di essere entrata nell’orario australiano. Yeah.

Di cui 15 senza avere un’amichetta con cui parlare. Ma due giorni fa, ad una prova per far la cameriera in un posto scrauso (no, scusate..sto parlando troppo dialettale..vuol dire “bruttino, sporchino”), ho conosciuto una ragazza di Torino che ha 6 anni e 6 mesi meno di me, che ha vissuto in Germania dove abitano i miei zii (no scusa..volete mettere i famosi casi della vita? A Sydney, trovare una con cui parlare della Neustadt di Dresda, come fosse dietro casa!). Beh ora posso dire di aver un’amichetta in Australia.

Di cui 17 senza un lavoro. Ed io che pensavo fosse facile. Ebbene, non è così.

– Cameriera si (se hai esperienza o non ce l’hai – questo è ancora da capire -, sai l’inglese e l’RSA.

– Kitchen Hand? (pelar patate, pulire) si ok, ma caz.. (orgoglio da laurea magistrale).

– Barista? Vedi cameriera.

– Marketing? Solo internship (stage, probabilmente non pagato). Ho fatto un colloquio, omettendo il Visa durante l’application..ed appena ho detto che avevo il temporary, il tipo si è bloccato e mi fa “noi vogliamo un permanent quindi il colloquio può finire qua”. Eccheccazz..(almeno a Londra il problema del visto, non ce l’hai!!!!).

– Office work? Vedi sopra.

– Wedding Planner? Quelle poche che mi hanno risposto ieri circa 5 su 18 (che comunque hanno superato le mie aspettative, considerando che su 100 CV mandati in Italia, ho ricevuto risposta da 7..ed a Londra su 140, risposta da 4.)

– Sales Assistant (commessa): alcuni non desiderano avere uno col Visa temporaneo perché non hanno voglia di rifare training dopo 6 mesi.

Quindi la domanda del giorno, del 17esimo giorno è “che ci faccio qui?”.

E la risposta è: lunedì faccio il corso RSA. E cerco lavoro come cameriera. Ho bisogno di soldi. Magari faccio comunque uno stage. Inutile mollare prima di non averci provato. Ci proviamo, dai.

Che poi sembra sempre che mi lamento. Già il post del dis-entusiasmo, era stato preso con sorpresa.

Ma non ti eri informata? Si, ma si vede che ho parlato con gente fortunata.

Sinceramente ho il pallino dell’Italia perché adesso è ora di matrimoni.

Ah si vero, non ve l’avevo accennato. Io ho fatto l’assistente Wedding Planner, prima a Londra e poi nella mia regione, il FVG. Ed è un lavoro che mi piace tantissimo. E poi ho fatto anche il corso. E mi piace ancora di più. E allora vorrei lavorarci. Ma non ho le palle per mettermi in proprio (that’s it). Ed io potrei avere chance di beccarmi il lavoro che mi piace tantissssssimo, in Italia, se io ad aprile tornassi in Italia (meta + gettonata per i matrimoni). Però non sarebbe un lavoro fisso. Ma solo del weekend. Fino ad agosto. E poi settembre: bubusetteteeee (il lavoro non c’è più).

Che (si lo so che non bisogna iniziare le frasi con CHE…ma nei blog/libri, ci sta) poi esser venuta qua ha implicato la mia assenza ad un colloquio come Team Leader in un’agenzia che organizza viaggi per gruppi di ragazzi, in Europa. Sempre sognato quel mondo li..del turismo. Ma Londra mi ha spiegato che senza aver studiato Tourism Management, non hai chance. Insomma era una bella possibilità. Ma è saltata quando son saltata sull’aereo. Sob.

Scusate, vi sto riempiendo di troppi pensieri. Sto facendo chiarezza anche a me, sinceramente. Ma sono sempre punto a capo.

Sono qui. Fatto bene o no?

In caso, mi do un limite di tempo.

Io si vivere in Australia, perché no. Ma non è che per tutta la vita ho pensato di vivere qua. Quindi se va bene, ok (yeey!). Se va male, si torna indietro e si vede che altre possibilità ci sono.

E voi direte..si ma c’hai trent’anni. Fissati in un posto, metti radici!

A me la parola RADICI, non piace.

Vedo questo grande mondo e mi chiedo: perché bisogna metterle? Bisogna girare, guardarsi attorno e vedere cosa c’è fuori dall’uscio di casa. Bisogna vedere il mondo evolversi, anche da altre prospettive.

Oddio, son addirittura arrivata alle pillole di saggezza!! Mi sento molto Fabio Volo. Ahahahaha.

Dai tutto sommato ho riportato dei fatti, vi ho raccontato le mie pare..e vi ho lanciato una chicca.

Mica bruscolini 🙂

Cheers.

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