Australia – Direzione Uluru

Ogni volta che leggevo un articolo sul Traveller che parlasse di Uluru, non mi perdevo una virgola, strappavo l’articolo e lo mettevo nel mio “album dei viaggi futuri”. Ne ho dozzine a casa. Non so perché sta fissa..che poi venendo qua scopri di non aver imparato nulla, perché non mi ricordavo affatto la storia di questo monolite.

Altro tour, altra corsa. 6 giorni, 5 notti, partenza da Adelaide, arrivo ad Alice Springs.

Sempre con la Groovy Grape Tours GGrape, ma questa volta con Sam!

A cose fatte, vorrei darvi delle chicche:

– appena superate la zona boschiva ed arrivate al deserto, arriveranno anche le fastidiosisssssime mini-mosche che vi tartasseranno appena metterete becco fuori dal bus. E’ proprio in quel momento che vi sentirete un cavallo, una mucca o un rinoceronte e capirete quanto urto provano loro tutti i giorni della loro vita. Da oggi, vi riterrete molto fortunati ad essere dei bipedi che non vivono nel deserto.

– spenderete moooooooooooolto tempo sul pullmino ed oltre a

  • guardare fuori dal finestrino un paesaggio che per ORE può essere sempre uguale
  • dormire per dimenticare
  • far la pipì di tanto in tanto e vedere tutte le toilette pubbliche d’Australia
  • mangiare come se non ci fosse un domani
  • chiedersi come fa Sam (o chi per lui) a guidare per così tanto tempo senza volersi sparare,

vi consiglio di portare tanti libri e tanta buona musica. Il cuscino è già provvisto.

  • dopo aver visto un emu fare la cacca, potrete tornare a casa soddisfatti del vs viaggio
  • no, i koala non si possono prendere in braccio
  • il tour con la compagnia sopracitata, è perfetto e super quotato. La lingua madre è l’australiano. E tu sei italiano. Oh-oh. Sei tra quella percentuale di italiani che non capisce na mazza di inglese e non lo parla? Beh saranno giorni difficili..ma ci saranno sempre i gesti. Peccato perché non potrai interagire con i compagni di viaggio e non capirai nulla della storia del luogo che andrai a visitare. Però vedrai dei bei posti, te lo posso assicurare. (Ora si so, sembra che vi stia sputtanando..ma in realtà vi dico le cose come stanno: in tre tour, eravamo le sole italiane. Il capo gruppo ci ha spiegato che di italiani ce ne sono sempre pochi..e quei pochi parlano un inglese pessimo e comunicano a gesti. Quindi due sono le opzioni: o l’italiano medio per evitare di non capire, non si fa il tour o preferisce andare all’avventura, noleggiando un van e facendosi il tour per sé. A voi l’ardua sentenza).
  • se volete provare l’ebbrezza di cavalcare un cammello e pochi minuti vi bastano, questo è il tour giusto: 7 dollari per 7 minuti di passeggiata nella Camel Farm di Yulara.
  • se volete dormire sottoterra e non soffrite d’asma, questo è il tour giusto: dormirete in un ostello a Coober Pedy (famosa località per essere la maggior esportatrice di opali – si dai che lo sapete cosa sono, no non sono animali, sono pietruzze che valgono oro!- al mondo) e vi sveglierete con il naso intasato di polvere. Tranquilli, per una notte non morirete, ma dopo ciò, potrete dire di aver visto i moccoli più grandi della vostra vita.
  • se volete parlare con un’emigrata tedesca che ha deciso di vivere a Coober Pedy “perché fa sempre caldo ed ero stufa di soffrire il freddo in Germania”, questa è la vostra occasione: andate al museo dell’Opal, sarà la vostra guida. A lei, penso ancora oggi. Non riesco a capacitarmi del fatto che abbia abbandonato la Germania e scelto deliberatamente (perché l’attuale marito non era di Coober Pedy) di vivere in questo paese spettrale e dimenticato da Dio. Non ci sono svaghi né parchi (eh figurati, in mezzo al deserto). La città più grande è a 6 ore di macchina. Il mare è lontanissimo (1200km). Non capisco, veramente non capisco.
  • se volete addormentarvi con gli ululati dei dingo in lontananza, questo è il tour giusto e vi sentirete molto WILD
  • se volete accarezzare e vedere da vicino un cangurello, recatevi da Terry a Coober Pedy, proprietario di un negozio di souvenir e, dietro la porta magica (no, non mi son fatta una pera, era per enfatizzare il momento..), accuditore di cangurelli orfani. Terry ha iniziato 20 anni fa a trovare e farsi portare cangurelli orfani, a casa sua. E così, per 24/24 (assieme alla moglie che si sveglia tutte le notti mentre lui si fa il turno diurno..mica scemo!), accudisce questi teneri cucciolotti e li svezza..poi in teoria li libera nel deserto perché in North Australia non si possono tenere i canguri in cattività. Varcare la porta che conduce al suo giardino (si di casa sua) con piccole lampadine sugli alberi e due sedie al centro, non costa nulla. Toccare e far foto (no flash), e dar da mangiare wasabi chips (dice che ai canguri piace molto) ai canguri è sempre gratis. Veder allattare l’ultimo trovatello in braccio a Terry è sempre gratis. E’ il latte che costa, porca loca. Insomma, se volete dare una mano, rifilategli 20 dollari per comprare il latte in polvere. In cambio, potrete autografare il coperchio di latta che poi appenderà come cimelio, nella veranda. Di certo queste info non le trovate sulla Lonely Planet e allora avrete scelto il tour giusto.
  • se volete vedere l’Uluru durante l’alba ed il tramonto, girarci attorno (10km a piedi o prendete la bicicletta a noleggio) o salirci (non si dovrebbe in realtà perché gli aborigeni non vogliono..ma c’è sempre qualcuno che se ne frega del rispetto altrui e sale. Per esempio i giapponesi..che vestiti di tutto punto con mascherina e guanti di cotone, credono che non toccando il monolite a mani nude, non infrangano le regole. O per esempio come quelle 47 persone che in 20 anni hanno perso la vita perché pensavano che camminarci su una tale pendenza ufologica, fosse una boiata), è il tour giusto per voi.
  • se volete addormentarvi negli swag (sacchi a pelo mooolto caldi per le fredde notti del deserto) sotto un cielo di stelle mai visto nella vostra vita, assistere ad albe stupefacenti e tramonti spettacolari in luoghi incredibili, questo è il tour da non perdere.

 

Ed ora, qualche foto!

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E voi, ci siete stati? Altro da aggiungere?

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