Il primo viaggio aereo – parte 1

Tutti i viaggi iniziano con un volo aereo.

No cazzata, però la frase iniziale suonava bene e mi piaceva metterla.

Ok, ripigliamoci.

Io ho iniziato la mia sfilza di viaggi, a 14 anni, da Trieste a Dresda, via aereo.

Ho un vago presentimento, fosse stato inverno. Di una cosa sono certa: avevo la giacca. Beh si certo questo aiuta un sacco, immagino.

PS: ho chiesto anche alla Zia Anna (colei che mi è venuta a prendere a Dresda), ma il suo cervellino ha fatto tabula rasa di questo avvenimento. Vabbè.

Allora, motivazione sconosciuta, io a 14 anni ho deciso di andare dalla zia in Germania, in aereo. Per starci 2 settimane (anche questo dettaglio, svolterà le vostre giornate, già lo so).

Mi ricordo di essere arrivata all’aeroporto di Ronchi dei Legionari (anche chiamato Trieste perché nessuno sa dove sia Ronchi dei Legionari) con nonni al seguito. Mamma dov’era? Bu. Nonna aveva il rosario in mano (non a mò di braccialetto ma a mò di “speriamo non caschi l’aereo” – il suo solito ottimismo).

Check-in. Viene chiesto se io posso avere l’hostess di accompagnamento. Ricordo la frase di risposta, parola per parola: “no, mi spiace, ma a 14 anni si viene già considerati adulti e non viene affidata un’hostess”. Ricordo mia nonna con gli occhi fuori per fuori e mezza piangente che a mani giunte (sempre con il rosario in mano) prega l’hostess di darmi un occhio, poiché al mio primo viaggio all’estero.

Allora salgo sull’aereo sventolando la mia manina e mi siedo sull’aereo. Tutto bene, niente panico. Si inizia la discesa per Monaco (primo stop) con seguente annuncio del pilota. Per me assolutamente incomprensibile.

Sento gente concitata.

Continuo a vivere nel mio non sapere che sta accadendo attorno a me.

Adulti che parlano una lingua a me sconosciuta che si alzano e poi si risiedono, dopo commento del pilota. Io forse in quei momenti, pensavo ai Mini Pony.

Arriva la hostess. Mi fa alzare. Mi porta fuori mano nella mano. Mi fa scendere dall’aereo mentre tutti son ancora seduti. Mi mette su un pullmino bianco con un signore alla guida.

Giriamo l’aeroporto in silenzio (non pensiate che sorridessi e continuassi a pensare ai Minipony. Ero abbastanza impanicata: nessuno mi aveva spiegato nulla ed ero lì su un pullmino con destinazione sconosciuta. Io piccola ingenua bambina venuta da un paesello buco del Friuli, per andare a trovare la zia e cugini tedeschi).

Il pullmino si ferma davanti ad un aereo. Arriva un’hostess che mi fa salire e sedere in un aereo completamente pieno di gente, già seduta.

Mi avevano aspettato!

Che caaaaari!!!

 …to be continued il primo viaggio aereo – parte 2

 

 

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