Il primo viaggio aereo – parte 2

Ritorno

Salgo sull’aereo, destinazione primo cambio a Monaco. Sempre sola e stavolta pure senza l’occhio della hostess.

Faccio la spavalda tipo “guardatemi tutti, viaggio da sola” e scendo seguendo la massa..inizio pure a correre come fanno tutti gli altri business man (probabilmente in ritardo per un qualsivoglia appuntamento di lavoro). Svolto a destra come tutti. E mi ritrovo in zona sconosciuta. Non capivo i segnali, non sapevo dove dovevo andare. Il PA-NI-CO. Il totale panico.

Ricordo che cercavo di ricordare la lezione di tedesco in cui la prof insegnava parole tipo “Hilfe. Verloren”. Presumibilmente, col senno di poi, credo potesse bastare vedere la mia faccia terrorizzata.

Ma mi vergognavo a chiedere aiuto perché pensavo non potessi spiegarmi. Mi vedevo già vagare all’infinito all’aeroporto.

Ed invece..tutt’un tratto è uscito il pilota CHE PARLAVA ITALIANO con un bimbo alla mano ed ho sentito le parole della salvezza “..e adesso ti porto al gate di Trieste”.

Con il procedere di una stalker navigata, li ho seguiti a debita distanza (forse per non fare la sfigghy e continuare il viaggio con una parvenza di spavalderia che non mi aveva ancora abbandonato) ed ho raggiunto il gate, direzione casa. Fiuuu.

Salgo sull’aereo e viene ora di pranzo. All’andata, non sapendo se l’aereo mi facesse qualche tipo di nausea (considerando che soffro il mal di macchina, di zattera e sicuramente di ancora qualcosa che devo scoprire), non avevo mangiato. Stavolta mi son detta, perché no! Mangiamo!

Il menu ovvero ciò che l’Air Dolomiti offriva per quel pranzo era: fette di pomodoro fresco con vitello tonnato.

Me lo ricordo come fosse ieri. Sempre spavalda, mi son finita il piatto in quattro e quattr’otto.

Indovinate perché me lo ricordo così bene.

….

Credo di esser diventata verde in 10 minuti (il tempo della digestione). E mancavano tipo 40 minuti all’atterraggio.

Ricordo di essermi messa a cercare il sacchetto del vomitino. E non c’era (!!!).

Però c’era un uomo vicino a me. E mi dicevo “chiedigli aiuto, chiedigli aiuto” ma son rimasta in silenzio.

E’ passata l’hostess ma non volevo fare figurina e vomitare in aereo..(ai tempi ero mooolto timida e non volevo essere al centro dell’attenzione..ora le cose son lievemente cambiate!) quindi..non l’ho chiamata ed ho trattenuto.

Respiri profondi. Quello mi ha salvato ed in caso vi succedesse, vi salverà.

Almeno fino ad arrivare nel wc di casa.

…..

..

.

Amen.

 

 

 

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