Capodanni indimenticabili

Sarà una caratteristica del Gemelli o semplicemente mia. Dai tempi dei tempi, io son sempre stata fissata con il Capodanno: bisogna che sia figo, indimenticabile, meglio se all’estero.

E così, a 16 anni, nell’avvento tra il cambio secolo (1999-2000), ero super emozionata pensando di passare Capodanno con i cuginetti in Germania. Avremmo visto i fuochi in città e sarebbe stato tuttooo moooltooo eeemooozioonaaanteeee.

Ricordo come fosse ieri, la sera del 31 dicembre 1999. Mancavano 20 minuti alla fine del secolo e noi, a parte il fatto che non eravamo andati in città perché i bimbi erano troppo piccoli, eravamo in giardino con il lanternino, ad aspettare questo fatidico momento.

Mentre i fuochi artificiali già illuminavano il cielo con il “ooooohh” in coro, iniziarono a partire gli auguri dai vicini. Dopo di loro, mia zia esclamò “auguriii!!”, anche se il mio orologio segnava le 23.57. A ruota, iniziarono a suonare gli allarmi di tutti gli orologi della famiglia, per segnare fosse mezzanotte. Quando smettemmo di farceli ed iniziammo ad incamminarci sulla via dell’uscio di casa, il cielo si ri-illuminò come mai prima, e così capimmo d’esserci fatti gli auguri più inutili della storia.

Che delusione. Se ci penso ora, credo fosse stato un segno tipo “scordati di passare questi capodanni favolosi futuri e di farti queste aspettative incredibili”. A memoria posso solo elencarvi le misfatte capodanniane degli ultimi anni:

  • Gorizia (2001): io, T e morosa, S e morosa, A e morosa + M, A e F. Non so se qualche single, per errore, sia mai uscito a Capodanno con solo coppiette e 3 maschi single un po’ sfigati. Dovevo informarmi forse sul fatto che quando le campane scoccano mezzanotte, la gente non si lancia su di te per farti gli auguri, ma si gira verso il rispettivo partner per limonarselo duro. Ricordo che ci rimasi proprio di cacca ed iniziai a fare gli auguri a gente a random. Fu l’ultima volta che uscii con loro, tra l’altro.
  • Vienna (forse nel 2005): io, I, P ed E con D e M. Sogno: andare davanti al Rathaus a vedere i fuochi. Realtà: bloccati in mezzo alla ressa di gente spaventata da dei giovanotti austriaci che si divertivano animatamente a lanciare i fuochi sulle gambe delle persone, in una via che portava al Rathaus. Anche lì, il problema degli orologi sincronizzati, non ce lo siamo fatto mancare: orologio al muro della via che segnava un’ora, l’orologio di D che ne segnava un’altra, gli orologi dei nostri compagni di disavventura bloccati dalla bolgia, uguale. Non posso dire ancora oggi con esattezza, a che ora ci siamo fatti gli auguri. Oltre a questo piccolo dettaglio, posso annoverare il fatto che post “sganciamento” dalla folla, a meno 10 sottozero, abbiamo fatto Vienna a piedi, cercando un locale/discoteca aperta che manco a pagarla..All’1.30 eravamo a letto in ostello.
  • Trieste (forse nel 2006): io, I, P, gente varia triestina, Vi. Eravamo a casa di I, durante i suoi anni universitari. Sogno: una bella festa con gente nuova in piazza Unità. Realtà: P genuflessa sul wc di casa a vomitare mentre I prima cercava di entrare in bagno e poi le teneva la testa. Io a flirtare (forse limonare ma non ricordo) con Vi. Gente per terra sbronza. I miei favolosi cd masterizzati, rubati da chissà chi. Dopo 2 ore, giro in piazza a veder la gente che pattinava sul ghiaccio. Vi ed io che ci tiravamo dei calci che manco Holly e Benji..(non chiedetemi il perché e non avevamo manco bevuto). Poi, non ho memorie.
  • Trieste (forse nel 2007): io,Va, D, E, L ed A, forse D. Sogno: una super festona in piazza Unità e poi discoteca. Realtà: una gran fatica portar tutti i baldi ed allegri giovani in tempo in Piazza. Arrivati, ascoltato concerto di non so chi, io mano nella mano con Va, tante foto con occhi un po’ persi. Piazza vuota, disperazione alla ricerca di locali in cui entrare. Liste chiuse. Altra disperazione. Alle 2 a casa, sui materassi per terra, con D che, in piedi, appoggiato al termosifone, diceva “io non voglio dormire, voglio uscire, non mi metto neanche giù che sono troppo incazzato”.
  • Gorizia (forse nel 2008): io, P, E, Y, I. Facendo finta non mi fregasse passare un capodanno in piazza, avevamo optato per una cena da E perché i suoi non erano a casa. Ricordo il pollo alle mele fatto da Y con relative mele messe da parte perché l’agrodolce non mi compiaceva. Ricordo di aver visto forse un fuoco d’artificio e il sentore dei botti. Ed il countdown alla tv su Canale 5 o Rai, 1 forse.
  • New York 2009: Sogno: passare il Capodanno a Times Square. Realtà: Stefano mi ha detto subito “io non sto per 10 ore a meno 20 in mezzo alla bolgia per vedermi Jennifer Lopez che canta allo scoccare di mezzanotte”. Io avrei detto di si. Ma poiché mi aveva offerto un tetto ed un letto, ho accettato l’opzione B. Andare ad una festa organizzata da non so chi, con gente suuuper tirata, labbroni, tettone, trucconi, abitoni lunghi e grandi sorrisi, età media 40 anni, alta borghesia, a sentire DJ e bailar. Alla fine io mi adatto a tutto. Ma sinceramente mi sentivo un pelino fuori luogo. Non avevo trovato un vestito perché non sapevo che taglia avessi in America, i jeans erano aboliti ed io ero finita in stivali neri, pantaloni neri e top nero e mi sentivo Morticia. Poi diciamolo, non ero nemmeno al top della mia forma quindi non mi sentivo granché figa. Inoltre, uscire con tre ragazzi significa che non facilmente si mettono a ballare. Questo l’ho imparato a New York. Quindi dopo un’ora che stavano in piedi a guardare me ballare e dopo aver visto il collegamento in diretta con Jennifer Lopez che sculettava ballando sotto Times Square, verso circa l’1.10, hanno deciso di andarsene. Ed io che potevo fare, se non andare a casa con loro? So sad.
  • Dresda (forse 2013). Sogno: passare un capodanno super a Dresda. Realtà: io e zii con amici 50 enni + V. Solo a ricordarlo, la mia amica C, mi odierà. Lei era a Mossa e come me non aveva idea di cosa fare a Capodanno. Alla fine avevamo optato per andare a Udine a vedere i fuochi in piazza. E poi alla fine l’ho paccata. E son andata in Germania dalla zia. La giusta punizione divina è giunta quando alla cena di Capodanno, non capivo un caz di tedesco e loro, assieme ad un’altra coppia berlinese sulla 50ina, parlavano giustamente delle vite dei loro figli. Andati a vedere i fuochi sul ponte vicino casa, mi sono dovuta ricordare che non è estremamente figo uscire con dei 50enni e notare tanti giovani intorno a te che sembrano spassarsela alla grande. All’1 sia io che V eravamo a guardare la tv italiana sul divano chiedendoci chi ce l’aveva fatto fare.
  • Londra, 2014: Sogno: passare il Capodanno a Londra. Realtà: molto bello vedere i fuochi artificiali dal quarto piano del mio appartamento in affitto a Pimlico, con un paio di amiche europee, di questo non ci si può lamentare. Il top che mai più succederà nella mia vita, credo. Poi però siamo andate a Brixton in discoteca e dall’arrivo all’1 fino alle 2, le mie amiche si sono rifiutate di ballare (che ne so perché, il mood, la gente boh). Allora io mi son buttata in pista alla facciazza loro. Finché non sono proprio uscite dalla sala per andare a parlare con amici di amici ed io per non perderle, le ho seguite. Tempo 10 minuti, è arrivato il buttafuori chiedendoci di uscire perché la discoteca avrebbe chiuso di li a poco. E ma che destino crudele!!!!

E voi? Pensate come me che Capodanno sia un evento dell’anno da ricordare per l’eternità o vi basta passarlo sul divano di casa sotto la coperta di pile di Ikea?

Illuminatemi sul vs Capodanno top o sui vs misfatti!

Ire

PS: i nomi son stati modificati per privacy. Anche chiamata: problemi di immagine causa svelamento di memorie rimosse.

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