Cuba 2005 – parte 1

Mio cugino un giorno di agosto mi chiamò dicendo “sai, vado a Cuba con la Monika ad ottobre”. Io risposi “Ah si? Anche io voglio!”. E così fu che il giorno dopo andai a farmi il passaporto, passai all’agenzia viaggi, presi il biglietto per Havana e la guida della De Agostini di Cuba.

Iniziai a darci una letta, non facendomi grosse aspettative. Mi interessava solo tornare con un cappello di foglie di banano intrecciate. Avevo 21 anni, quello sarebbe stato il mio primo viaggio intercontinentale.

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Il 16 ottobre 2005 presi l’aereo da Venezia e scalai a Madrid. Ero sola..ma fin lì c’ero arrivata. Ora c’era solo da aspettare Leo e Monika. Mi sedetti ed iniziai ad aspettare. Il tempo passava e di loro, nessuna traccia. Iniziarono a far imbarcare. Pa-ni-co! “Ed ora??” mi chiesi. Ovviamente ai tempi il mio inglese era pessimo ed iniziai a rimuginare una frase comprensibile in cui ci fosse l’intento di far capire alla hostess che:

  • ero sola
  • dovevo aspettare altri due
  • poteva per cortesia guardarmi nei voli d’arrivo, se il Berlino-Madrid era arrivato?

Non lo feci e cercai di calmarmi e guardarmi attorno.

Molti americani con le camicie hawaiane, una coppietta di anziani mani nella mano che faceva molto “pescatore del lago Michigan..ora vado a pescare a Cuba”..

In quell’istante, mi si sedette vicina un’anziana e con uno spagnolo sdentato mi disse che aspettava dei suoi parenti e pure loro non si erano fatti vivi. Chissà che espressioni facevamo..io che non capivo lei, lei che non capiva me, entrambe ad aspettare i compagni di viaggio, entrambe impedite a parlare inglese. Scenetta top.

Arrivarono i miei, abbandonai la signora con un gran sorriso (poverina) e proseguii per il mio volo! Non ricordo nulla del viaggio. Presumibilmente, dormii molto, come al mio solito.

Arrivate. La mia prima volta in hotel 4 stelle. Il Sevilla. Ricordo poco a parte un giardino interno con le palme, una piscina che dava su un casone popolare dove i residenti ci guardavano con estrema gelosia e l’ascensore che un pomeriggio cadde al suolo. Minimizzarono dicendo “non c’era nessuno dentro” ed io da quel giorno, presi le scale per fare 4 piani con un sorriso stampato in faccia.

Il primo giorno andammo al Capitolio (sorge su una scalinata dove si piazzano bambini che chiedono l’elemosina)

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e alla Plaza de la Revolucion, con il monumento a Martì.

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Vidi la  Cattedrale, il Museo de la Revolucion, la zona attorno a Plaza de Armas ed il Malecon. E venne il momento di sbatter la faccia sulla realtà cubana..altro che hotel 4 stelle..

continua..Cuba 2005 – parte 2

 

 

 

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