Best in travel 2016 – Friuli Venezia Giulia

Non so se avete dato una letta alle riviste di viaggio o a Facebook..beh io ho scoperto che la mia super bellisssimisssima regione (il FRIULI VENEZIA GIULIA) si trova ora nei Best in Travel 2016, grazie alla Lonely Planet.

E voi vi chiederete: che vor dì? (anche in altri dialetti immagino). Innanzitutto sapete che cos’è la Lonely Planet? Una guida, direte voi. Si beh fondamentalmente è una casa editrice australiana che diffonde guide turistiche in tutto il mondo. E tra queste guide di stati, città e continenti, c’è anche questa: la Best in Travel, cosa si consiglia andare a visitare, il prossimo anno.
Così, tra le 10 città da non perdere (vince la sorpresa montenegrina Kotor, 10° la Roma del Giubileo) e 10 paesi, dai safari del Botswana alle Fiji del sogno tropicali, ci sono 10 regioni, tra cui la vincitrice Transilvania ed il FVG al quarto posto, dopo la Valle de Viñales di Cuba e prima della Waiheke Island in New Zealand.

Perché il FVG e soprattutto le sue zone vinicole? LP lo spiega così: “Negli ultimi anni il nome ‘Friuli’ ha fatto la sua comparsa anche nelle migliori carte dei vini di tutto il mondo, e alcuni intraprendenti viticoltori friulani e giuliani sono diventati figure di culto tra gli intenditori di diversi paesi. Se molti appassionati si accontentano di annusare e sorseggiare i pregiati bianchi aromatici, i forti e audaci rossi e gli incredibili ‘arancioni’ a casa propria, sono sempre di più quelli che preferiscono venire qui per percorrere le vie del vino.

Ed inoltre, vorrei ricordare che il Friuli non è solo vino.

Noi abbiamo 4 siti Unesco (Aquileia con la sua zona archeologica, le Dolomiti in provincia di Pordenone, Cividale del Friuli in provincia di Udine, “solo” capitale del primo ducato longobardo in Italia ed i siti palafitticoli preistorici di Palù di Livenza, vicino a Polcenigo).

Abbiamo tanto buon cibo: il prosciutto crudo di San Daniele e lo speck di Sauris, il boreto alla graisana (zuppa di Grado: una zuppa di pesce senza pomodoro e con prevalenza del rombo), i cjarsons (pasta di patate ripiena simile agli agnolotti o ai ravioli, caratterizzati da un contrasto tra il sapore dolce ed il salato; il ripieno è realizzato in diverse varianti a seconda della ricetta locale e può contenere uva passa, cioccolato fondente o cacao, cannella, spinaci, erba cipollina, ricotta, marmellata, rhum, grappa, prezzemolo, biscotti secchi, uova, latte).

Il frico (si tratta di formaggio cotto in padella con burro o lardo. Si presenta in due versioni: friabile o morbido) e la polenta gialla o bianca (viene prodotta cuocendo a lungo un ammasso semi-liquido costituito da un impasto di acqua e farina del cereale), la brovada che si ottiene tagliando in piccole fettine delle rape a colletto viola macerate nelle vinacce e cucinandole a lungo in pentola, con olio, alloro, e spesso un pezzo di carne di maiale (costa o musetto o altro taglio grasso del maiale); solitamente viene accompagnata dal muset (un insaccato analogo al cotechino, confezionato con le parti del muso del maiale), la porzina (la versione triestina di un bollito misto di verdure, generalmente verze, carni e insaccati poveri di maiale), i blecs (triangolini o riquadri maltagliati o strisce di pasta all’uovo composta in parti uguali da farina di grano tenero e da farina di grano saraceno), le sarde in saor ovvero con un condimento a base di cipolle in agrodolce, il risotto di sclopit (erba di Sileno), il formaggio Montasio (per citarne uno), la “rosa di Gorizia” (pregiatissimo radicchio rosso), la jota (minestra che nella versione triestina è a base di crauti, fagioli e sovente patate; viene insaporita con costine o altra carne di maiale affumicata); lo stropefan che non ho mai assaggiato, con forma simile alla crespella, di farine di grano e di mais, formaggi e verdure, guarnita da gelatina di vino rosso.

…E la grappa, la gubana/putizza a base di pasta dolce lievitata con un ripieno di noci, uvetta, pinoli, zucchero, grappa, scorza grattugiata di limone, le fave triestine (dolci fatti di farina di mandorle) e le Fritulas, frittelle con uvetta o mele che si mangian a carnevale assieme ai Crostui (sfoglia fritta cosparsa di zucchero a velo), gli Strucchi (fagottini di pasta fritti o lessi, ripieni di frutta secca e pinoli) e gli gnocchi di susine..

COSA MI SONO DIMENTICATA??
Abbiamo 4 lingue ufficialmente riconosciute: oltre all’italiano, lo sloveno, il friulano (esatto! Non è un dialetto!) ed il tedesco.
Abbiamo il mare, la collina e la montagna. Ville meravigliose. Scorci. Castelli. Valli e chi più ne ha, più ne metta!
E allora, accorrete tutti, che il FVG vi aspetta!!!

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