Il palio di Siena – 2011

I miei desideri di viaggio nel 2011, includevano Siena ed il Palio. Ci era stata mamma da giovane e mi ero sempre immaginata di andarci pure io, un giorno.

Quindi, presi il mio bel pc ed iniziai a spulciare su Internet per trovare i biglietti per il Palio. Mi imbattei sul Consorzio Siena Hotels Promotion e chiesi info. Ottenni 3 notti in un hotel 3 stelle della contrada dell’Oca, un posto alla cena di Contrada dopo la prova generale del giorno di Ferragosto ed il mio bel posticino sul palco in zona San Martino del giorno dopo (a 590euro tot).

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Il Palio di Siena è una competizione fra le contrade di Siena (ognuna delle 17 suddivisioni storiche della città all’interno delle mura medievali, decise nel 1729 dal Bando di Violante di Baviera, Governatrice della Città) nella forma di una giostra equestre (duello tra singoli cavalieri) di origine medievale, in Piazza del Campo, la piazza principale della città sulla quale si affacciano tra gli altri, la Torre del Mangia ed il Palazzo Comunale.
Origine: nasce sulle ceneri dei “palii alla lunga” (ovvero con cavalli privi di fantino) che avvenivano già agli inizi del 1300. Puro evento ludico e momento culminante e conclusivo delle splendide feste annuali in onore di Nostra Donna d’Agosto, Maria Vergine Assunta regina e patrona di Siena e del suo Stato.
Quando: la “carriera”, come viene tradizionalmente chiamata la corsa, si svolge normalmente due volte l’anno: il 2 luglio si corre il Palio in onore della Madonna di Provenzano, e il 16 agosto quello in onore della Madonna Assunta.
Chi: ad ogni Palio partecipano 10 contrade tra le 17 totali, scelte a sorte e secondo un particolare regolamento che consente la costante rotazione delle partecipanti. Corrono di diritto le 7 contrade che non hanno corso il Palio corrispondente dell’anno precedente, e un mese prima del Palio vengono estratte a sorte le 3 contrade mancanti. Vengono inoltre estratte le altre 7 contrade rimanenti, per stabilire l’ordine di sfilata nel corteo storico; esse parteciperanno di diritto al corrispondente Palio dell’anno successivo. Le contrade sono: Aquila, Bruco, Chioccola, Civetta, Drago, Giraffa, Istrice, Leocorno, Lupa, Nicchio, Oca, Onda, Pantera, Selva, Tartuca, Torre e Valdimonte.
Come funziona: la corsa è composta da tre giri intorno alla pista che circonda la piazza, pavimentata con lastre di pietra, che viene cosparsa di uno strato di polvere di tufo di opportuno spessore, tale da consentire ai cavalli di correre, non senza plateali scivolate in corrispondenza delle curve, soprattutto in quella di “San Martino”.
Chi vince: è sempre e comunque il cavallo, che può arrivare al traguardo anche “scosso”, ovvero senza fantino.
Premio: il drappellone o Palio, chiamato dai senesi il “cencio”, è un dipinto originale su seta a forma di rettangolo allungato. Il suo valore è unico, perché testimonia un particolare periodo storico della città di Siena; ogni Palio riporta i simboli dei vari governi che l’hanno amministrata: dallo stemma del granducato di Lorena a quello dei Granduchi di Toscana, da quello sabaudo al Regno d’Italia, dall’epoca fascista alla Repubblica.
Costo per lo spettatore: zero se dal centro piazza (la forma della Piazza, a conchiglia, favorisce una discreta visuale anche alle persone non troppo alte). Se invece si opta per vedere la corsa dai palchi, dalle terrazze o dalle finestre, allora si paga.
Cosa accade subito dopo la corsa del Palio: il popolo della Contrada vincitrice porta il Drappellone alla chiesa di S. Maria in Provenzano (a luglio) o al Duomo (ad agosto) per il ringraziamento alla Madonna; quindi lo porta nella propria Contrada e poi ripetutamente in giro per la città per tutta la notte, accompagnato da canti, tamburi e bandiere.
Valore per i senesi: l’amore per la propria contrada è molto di più di una passione, di un “tifo”. E’ una parte della personalità e dell’identità individuale di ciascun contradaiolo.

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L’Hotel moderno che non aveva nulla di moderno era comunque in una zona attaccata al centro quindi arrivai, sistemai la borsa, mi diedero il biglietto per il palco del Palio, una brochure dal Consorzio con le info utili e mi avviai a scoprire Siena.

Il giorno di ferragosto era tempo di prova del Palio. Arrivai in piazza, mi sistemai e vidi la corsa, con i fantini ad un palmo di mano.. personalmente scorsi solo alcuni pezzi. Il mio metro e 60 e l’avere gente alta davanti a me, decisamente non aiutò.
Il tutto si decise in poco, iniziarono le botte tra contradaioli ed io me ne andai a scoprire il resto della città.

E poi mi diressi verso la cena di Contrada del Bruco: come sentirsi “un pesce fuor d’acqua con tutti gli occhi addosso”. Tutti a salutarsi, a rivedersi, a riabbracciarsi. Io a guardarmi attorno, unirmi ad una chiacchiera di due anziane per sapere l’iter della cena, mettermi in fila, cercare il tavolo con il posto assegnato.

Mi sedetti ed aspettai gli altri commensali. Altri sguardi di non intesa e “sei sicura di essere al posto giusto?”.. Finché comparve la famiglia Finetti, scoprendo fosse una pietra miliare del Palio. Il papà era famoso architetto, ideatore delle scale mobili che risalgono la città ed ex Rettore Magistrato di Contrada (tra le cui finalità c’è la tutela dell’interesse collettivo delle Contrade), ex Capitano di Contrada (responsabile della conduzione della Contrada per gli affari di Palio) ed ex Magistrato di Contrada (membro del gruppo che sovrintende l’attività delle Contrade di Siena).

Quella sera si aprì un mondo parallelo sul Palio, guardando contradaioli valorosi, scorgendo Bernardo Corradi (ex calciatore nato brucaiolo), ascoltando l’inno di contrada, immergendomi nelle storie ed aneddoti di Contrada. Consiglio l’esperienza a chi vuole ascoltare e cercare di capire l’1% di quella passione che inorgoglisce totalmente un senese, d’esser parte della propria contrada.

E venne il giorno del Palio.
Arrivai al mio palco e mi sedetti vicino ad un americano caruccio. Peccato io sapessi dire 10 parole in croce in inglese, quindi oltre a “where are you from?” non andai oltre. Attorno a me, sentii qualsiasi tipo di accento italiano ma vidi anche senesi con il foulard della contrada, al collo. Iniziò la sfilata di buoi, alfieri, paggi, fantini, sbandieratori e cavalieri, accompagnata dal suono continuo del Campanone della Torre del Mangia, dalla Marcia del Palio e dagli squilli dei Trombetti di Palazzo.

Arrivarono i cavalli con i fantini. 100 applausi e 100 insulti a testa. Ed iniziò quello che io credo sia la parte più snervante: l’ingresso per ordine dettato e l’occupazione del posto al canapo (la corda che serve a delimitare l’area della “mossa”). Si può andare avanti per ore, sperando riescano a mettersi nel giusto ordine.

Quel giorno fui particolarmente fortunata, perché in 20 minuti si allinearono, il canapo cadde a terra, il mortaretto fece partire il colpo e…scattammo tutti in piedi in automatico, diventando parte del Palio.

L’adrenalina mi riempì tutta d’un fiato, occhi puntati sui cavalli, lo stridere degli zoccoli nella curva sotto il mio palco (la più pericolosa, quella di San Martino), urla e fermento. Feci una foto top (per puro caso), al secondo giro ritornò sotto la Giraffa, staccando di parecchio gli inseguitori.

CIMG0917 NOFTA

In un momento arrivò il cavallo del Bruco che ebbe un cedimento e cadde, dietro a lui l’Aquila e la Lupa, Istrice e Chioccola.
La Giraffa stava già festeggiando.

Ed il Palio diventò cori, parolacce, canti, pugni, concitazione, gioia, abbracci, fede, baci, braccia al cielo ed a terra, amicizia.

CIMG0945 NOFTA

Io volavo sulle nuvole, per la botta di adrenalina appena provata.
Così forte MAI nella mia vita.

Aspettai che il tumulto finisse e da lontano seguii i contradaioli festanti, conoscendo per altro, un Mattia (fermato perché fondamentalmente era un gran bel ragazzo) un vigile del fuoco veneto che s’era fatto il Palio dal centro piazza. Era distrutto dalla stanchezza. Ci scambiammo i contatti Facebook e proseguii, seguendo la massa.

Seguendo i tamburi, vidi la Contrada della Giraffa in festa (e decisi per incolumità, di nascondere il foulard del Bruco) e li seguii fino ad arrivare davanti alla chiesa di Contrada. Attorno a me signori di qualsiasi età in lacrime di gioia, abbracci, inni cantati a squarciagola.
Mi feci prendere dalla concitazione e mi feci spingere nella Chiesetta dove poco dopo arrivò il fantino, preso a spalla ed invocato come fosse Dio. Bandiere, il Drappellone, l’inno ed ancora baci ed abbracci.

Quasi una situazione surreale dove ti meravigli ci sia questa passione viscerale in ognuno di loro. Cerchi di capire il perché il Palio sia linfa vitale, vita e morte, gioia e disperazione. E non capisci.

Ma va bene così.

Contatti utili:
Consorzio Siena Hotels Promotion
piazza Madre Teresa di Calcutta, 5
I – 53100 Siena
Tel. +39 0577 288084 – Fax: +39 0577 280290
booking on-line: www.hotelsiena.com
Link utili:
Aneddoti e racconti sul Palio
Sito ufficiale del Palio

 

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