Prima settimana – Santiago de Chile

< Leggi Recap del Cile

24/02 – dopo un viaggio di 28 ore (incluso un malore a bordo di un passeggero che ha provato l’ebrezza di un infarto prima di partire ed una tappa a Madrid, dove ho mangiato un buon gelato da Mistura, l’unica gelateria dove, dopo aver scelto gusti e guarnizioni, si mettono questi ultimi su un piano ghiacciato e li si lavora, creando un mix ben amalgamato), siamo atterrati a Santiago, sotto il solleone che batteva 28 gradi. Lasciando l’aeroporto, già una sorpresa: una specie di favela, addossata al Rio Mapuche, con cavalli, capanni di lamiera e tanta sporcizia. Al di sopra di ciò, una scritta a caratteri cubitali “Renca la Lleva”, stile povero Hollywood, creato da una local per far sapere al mondo che, quella città (Renca), domina. Grazie dell’info.

25/02 – partendo dal quartiere di Nunoa, agiata residenza di amici condita da servitù e piscina in giardino, mi son presa un bello pugno nello stomaco visitando e pranzando al Mercado Central (con pesci e mosche in bella vista, pozze maleodoranti e gabbiani in cerca di cibo – uscendone viva grazie ai miei superanticorpi), e visitando l’Estacion Central poco lontana. Avvicinandosi al downtown, ho visto la Moneda (di giorno centro nevralgico con le organizzazioni governative della città, di notte puttanaio a cielo aperto), il Correo (la Posta) e Plaza de Armas con la sua Catedral. Stufa di tapparmi il naso per via di marciapiedi con una netta puzza di urina umana, ho deciso di cambiare aria e spostarmi ad Alcantara, un quartiere fancy con grattacieli moderni, strade pulite ed una cena in un ristorante peruviano di qualità (ICA), con Camila (amica cilena conosciuta a Londra) ed amiche sue.

26/02 – per scoprire al meglio la città, ho deciso di affidarmi al WALKING FREE TOUR: 3 ore e mezza di passeggiata con guida in inglese e spagnolo, per le vie di Santiago. Pagamento a fine tour, libero (solitamente sarebbe indicabile pagare 6000 pesos a testa = 8euro circa). Cercate i ragazzi in maglietta rossa, davanti Plaza de Armas, alle 10 o alle 15 da lunedì a domenica.

Ho visto cose che voi umani..no scherzo, ho visitato: la Moneda, Plaza de Armas, un paio di bar/cafe interessanti, la Catedral, Correos (la posta), Municipalidad (il Comune), da fuori il Museo di arte pre-colombino, Antiguo Congreso (l’antico Congresso), la Bolsa de Comercio, Teatro Municipal, Cerro Santa Lucia (un bel quartierino tranquillo e pedonale), Museo de Bellas Artes (visto da fuori), Parque Forestal (con spiegazione di fontane e statue), Plaza Italia, Barrio Bellavista (quartiere turistico per eccellenza). La fine del tour è stato di fronte alla Casa di Pablo Neruda (allorché, dopo aver pagato il tour, ci sono entrata pagando 6000 pesos cileni – niente foto) e successivamente sono salita sul Cerro San Cristobal, attraverso la funicolare che ho pagato 2000 pesos cileni. Da lassù, sotto la statua della Madonna, avete una panoramica di minimo 180gradi su Santiago (scoprendo così, che non è affatto piccola).

Dopo essermi poi decisa di fare un giro a random, senza usare la mappa (gran cazzata, considerando che il senso dell’orientamento ha deciso di non funzionare a Santiago e che le strade son belle lunghe), ho raggiunto Cata (amica cilena) a Los Leones, centro di gran shopping con marche internazionali. Qui ho colto che in gelateria, soprattutto all’Emporio la Rosa , si ordina volentieri il the freddo con una pallina di gelato all’interno (per ordinarla: Tè helado con helado de fruta).

27/02 – La mattina sono tornata alla Moneda per visitare una mostra fotografica gratuita (ALBUM DE CHILE), al Centro Cultural:

Successivamente mi sono avviata verso il Museo de Bellas Artes che poi non ho visitato causa fame e panino + chiacchiere, in un cafe’ nelle vicinanze (Café Forestal). E nel pomeriggio, con Camila, ho visitato il Parque Bicentenario, un parco nella zona bene di Santiago, attrezzato di gazebi e sdraio, per godersi appieno le giornate estive.

28/02

Giorno di gran relax, ai bordi della piscina di casa. (Anche chiamato: giorno sprecato, in cui io sarei già partita per visitare il Nord. Dettagli)

29/02

Considerando l’impossibilità di andarmene prima del previsto, causa biglietto d’andata per San Pedro già pagato da gentili ospitanti, oggi è stata un’altra giornata inutile in cui ho visitato un mercato vicino a casa (vedendo le più grandi pannocchie della mia vita) e girato come una scema per Los Leones, mangiato un sushi allo Shopping Mall Costanera (il più grande in Cile) e comprato la guida del Cile in inglese, con l’obiettivo di uscire dal mood “pecorella smarrita”, nella zona della metro Tobaloba fatta di grattacieli ed uffici, ristorantini e café. Ed una gelateria dove ho mangiato un ottimo gelato artigianale da El Toldo Azul, l’unico posto dove trovate la stracciatella ed al massimo si possono prendere due palline (andate tranquilli che vi basteranno per pranzo e cena, comunque).

01/03

Altro giorno che si poteva evitare, la visita alla Vinja Santa Rita (più che altro perché dove abito io, ci sono aziende vitivinicole ogni 100metri e di cantine ne avevo viste a bizzeffe), una vigna famosa in tutto il mondo che si trova a 45 km da Santiago. Qui ho visitato vigna, cantina e parco ed ho pranzato nel ristorante annesso (Ristorante Doña Paula).

 Vai alla seconda settimana, passata nel deserto

Comments

comments

Comments 2

Lascia un commento

    *