Cile – Disillusioni a Valparaiso

Per qualcosa di più entusiasmante

07/03

Ritorno a Santiago (altra giornata persa) con conseguente pensiero costante a “voglio tornare a casa, quali saranno i miei prossimi viaggi?” e “quale logo posso mettere al sito?”.

08/03

Valparaiso

Disincantatevi!! Valpo (la chiamano così), non è tutto murales, mare e pareti colorate delle case. E’ anche molto inquinamento da sentirlo in gola ed odore di urina umana e feci di cane: mix letale che ti fa camminare a passo svelto, coprendoti il naso e cercando di evitare di vomitare sulla strada. Io ho alloggiato sopra il porto e sono andata fino a Conception (zona turistica, un pelino + curata e più giovanile) e l’odoraccio non cambia.

Egregio uso di Photoshop vs Realtà:

Sistemati all’Hostal Artilleria 199 (consigliato da receptionist dell’ostello di San Pedro), davanti al Porto. Pranzo in un posticino con vista di tutta la costa (Café Postal) dove l’unica non furbata è tritare la menta della limonata e far sì che io mi quasi soffochi nel berla.

09/03

Notte completamente insonne per il casino del porto che ovviamente di notte, continua a lavorare a pieno regime. Abbiamo deciso di andarcene e cambiare ostello, andando a finire al Koltour Hostel (decisamente + curato e pulitissimo.. in zona turistica… ma sempre con l’odorino di feci di cane sulla salita che porta all’ostello). Da lì, pur volendo andarmene, sono rimasta (per accadimenti nefasti della carta di credito), decidendo di seguire il WALKING FREE TOUR (lo stesso di Santiago) che fondamentalmente porta solo nella zona turistica evitando accuratamente il downtown (evitando, a detta della guida, di farci vedere persone che si denudano al nostro arrivo). Mi spiace, ma non posso dire di essere stata estasiata (la sporcizia dilagava ovunque andavamo) quindi l’idea di una Valparaiso VISIVAMENTE COLORATA NELL’INSIEME MA MALEODORANTE, è rimasta. Post tour, tanto per far qualcosa in previsione di andarcene per sempre da lì a poco..abbiamo deciso di andare alla seconda casa di Neruda (ma la prima mi sarebbe bastata).

10/03

Altro giorno inutile a Valparaiso passato a gironzolare senza meta ed andando a pranzare da Cafè Pè che di per sé è bello, se non si sentisse la puzza di urina che proviene dai quartieri bassi della città (su cui il caffè è affacciato).

E la sera, via verso Maitencillo, passando mezza giornata in supermercato per trovare viveri per cena + contemplamento dell’oceano Pacifico.

11/03

Sperando nella fortuna, siamo andati via da Maitencillo per passare a Zapallero a guardare i surfers (gli unici coraggiosi ad entrare in acqua). Ripreso la macchina con direzione Isla Negra ed arrivati all’Hostal La Conexion del Poeta Eco (un ostello con tendenze ecologiche.. quindi la polvere non si pulisce perché è natura, la puzza di cane all’entrata non si leva perché è natura, il bagno sporco lo si tiene così..etc etc..). Ormai stanchi e spossati, abbiamo deciso di restare la sera e farci una camminata per arrivare al ristorante più chic della località: Puerto Castillar. Dettagli se questa passeggiata sembrava dovesse durare al max 20 minuti, facendosi la costa..durando in realtà un’ora e passa, attraversando spiagge sporche, con alghe maleodoranti e grandi rocce. Ciliegina della torta, l’esser accompagnati per tutto il tragitto dai cani simil-randagi dell’ostello. Pensando tra me e me “oravorreiessereChiaraFerragni” (perché sicuramente lei questo tipo di avventura non la vivrà mai. Fortuna sua).

Consiglio 1) quando vi affidate a Booking per prenotare una sistemazione, non calcolate proprio quelli con votazione inferiore a 9 (seguendo il ns standard europeo).

12/03

Dopo una colazione scarnissima (per mancanza di scelta), abbiamo deciso di fare check-out ed avviarci alla terza casa di Pablo Neruda. Io stufa ed arcistufa di vedere case, mi sono rifiutata di entrarci, girando a vuoto lì attorno (con i tre cani semi-randagi che mi seguivano…bella storia) per poi sedermi al bar interno. 4 ore perse così, praticamente. Fino all’arrivo degli amici di Santiago + altri loro familiari, per accomodarmi al ristorante della casa-museo. Sinceramente, un ottimo pranzo. Da lì, un abbiocco ancestrale mi ha stroncato sulla terrazza del parentado cileno, procurandomi una bella abbronzatura ed una mancata visione di leoni marini, ad una spiaggia ad un’ora da me. Vabbè. La sera, ritorno a Santiago, con l’obiettivo di cogliere gli ultimi 2 gg di sole della vacanza.

13/03

Grigliatona di famiglia con bagni in piscina e di sole. E preparazione valigia.

14/03

Ritorno a casa.

 

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