Cosa mi sono persa

Questo post vuole farvi riflettere su quello che VI SIETE PERSI durante i vs viaggi. Località, musei o attività che avevate programmato e che poi per sfiga, disorganizzazione…ed ancora sfiga, non siete riusciti a vedere.

Io posso farne un elenco dettagliato e completo! Eccolo:

New York – sebbene io abitassi (per due settimane) a 100 metri da Central Park (peraltro vedendolo ogni mattina poiché bastava solo attraversar la strada), non ci sono mai entrata. Mi pareva una cosa da vedere all’ultimo perché tanto “era SOLO un parco”. Fatto sta che l’ultimo giorno del viaggio ho avuto la bella idea di perdere un intero pomeriggio in posta (e le file ci sono anche a NYC siori e siore, credetemi!) e quando sono uscita, era buio. Mi sembrava un pelino pericolosetto attraversare Manhattan alle 18 di un 3 gennaio 2010, quindi…niente parco.

Idem con patate per il Guggenheim Museum: arrivata alle 17.55 quando il museo chiudeva alle…18!!! (ma siiii Ireneee, perché utilizzare internet per vedere gli orari, quando si può perder la mattinata facendo colazione ed aggiornando Facebook…con l’unico intento di far rodere i tuoi amici?…Si lo so..sono proprio una brutta personcina! Ahahah!)

Grande pacca sulla spalla..e via a casa senza vedere questi due punti focali che avevo sulla lista..

Eeee ma vuoi mettere, esser stata ben due volte all’M&M world, tra l’altro saltando la fila, da buona italiana? Ehm.

Cuba – volevo a tutti i costi comprarmi un cappello fatto di foglie di banano.

Ero al bar, è passato il vendi cappelli con foglie di banano, mi sono illuminata…e poi…spenta.. facendo una semplice riflessione “e ma tanto la nonna appena me lo vede, me lo butta”. Me lo ricordo come l’avessi visto ieri.. col senno di poi, l’avrei pure rincorso.. e invece…Ciao vendi cappelli.

Zanzibar – se avete già letto il post, ebbene si, son partita volendo vedere la bassa marea famosa zanzibarina, son tornata senza averla vista. Fino al giorno prima, record di kilometraggio per arrivare in acqua. Il giorno del mio arrivo, acqua alle caviglie dalla costa. Ehhh ma quando si dice che la sfiga ci vede benisssssssimo, ci vede proprio benissimo!!!!

Stoccolma – dove mangiare il più buon ed economico salmone nel mondo? Qui! Peccato che il mio travel buddy, in quel periodo, si fosse inventato d’esser vegetariano. E quando gli dissi di andare a mangiare in ristorante a mangiar salmone, mi portò al Mc Donald dove lui ordinò un Mc Toast ed io qualcos’altro di triste al pollo. No words.

Oslo – dove mangiare la renna? Qui! Peccato io scelsi la stagione sbagliata per andare a visitare la Norvegia (novembre) e cercare di mangiarla. Non era presente nel ristorante prescelto. E nemmeno in quello dopo. Super deluuuuuuusion

Messico – cosa c’è da vedere in Messico o meglio, vicino a Playa del Carmen? No, non è la discoteca Coco Bongo di Cancun né la spiaggia dove hanno girato una puntata di Geordie Shore ai tempi che furono. Ci sono Tulum e Chichén Itzá. Ecco, il primo l’ho visto che avevo già del malessere (ero partita alle 6 di mattina da Playa senza colazione, mi ero fatta un’ora di strada in un pullmino sgangerato dove l’odore di sudore era esagerato, ero salita sulla navetta di un villaggio turistico con aria condizionata a -20 gradi, non avevo bevuto e mangiato nulla, eravamo scesi di fretta dalla navetta, salito una torre maya senza cappellino quando alle 11 già batteva il sole a +1000 gradi e ridisceso senza prender manco respiro (causa ritardo del tour). Il secondo, proprio no. Perché al ritorno dal tour di Tulum io avevo freddo e mal di testa. A casa mi misurai la febbre: 39.5gradi. Su 8 gg di vacanza, 4 li passai a letto tra brividi di caldo e freddo. Molto bene direi.

Firenze: ferragosto 2011. Una giornata a fare delle belle passeggiate con un couchsurfer e ridere a crepapelle tra stupore e delusione, guardando le file interminabili davanti a: Uffizi, Duomo, Galleria dell’Accademia. E pensate che non mi son mangiata manco la Fiorentina perché il pezzo più piccolo pesava un kg ed eravamo solo in 2. Mannaagg!!!

Australia: andare in Australia con il WHV visa (avendo la chance di viaggiare praticamente per un anno) e non andare verso la East Coast (per vedere la Greet Barrier Reef ed una delle spiagge più belle al mondo, Whitsundays), preferendo tornare a casa pensando di ottenere un lavoro che era già andato ad un’altra. No comment.

West Coast (USA): anni fa avevo deciso con amici di andare a fare un tour in macchina nella West Coast, partendo da Los Angeles, visitando tra gli altri, San Francisco (la mia città preferita mai vista) e Las Vegas. Presi il biglietto a/r per L.A. pagandolo 900 Euro e, quando gli amici decisero di modificare completamente il tour, decidendo di restare esclusivamente per tre settimane a Los Angeles, io cosa scelsi? Di non partire. Cioè, non se se ci rendiamo conto. Io non mi presentai in aeroporto perché il tour era stato modificato. Ma quanto STUPIDA (per non finire nel volgare) sono stata??

Londra: 11 mesi nella capitale britannica, per passare ogni weekend sempre nella city, tra girelli nel parco, passeggiate accanto al Tamigi, visita ai soliti mercatini di Portobello, Brick Lane e Spitafields, shopping nei vari centri commerciali pieni zeppi di gente (oshafkjasjha > espressione claustrofobica, solo a pensarci) e due festival di qua e di là. Ok i mille eventi…ma la Gran Bretagna è bella grande. Che genio del male che son stata.

Orte (VT): Spartan Race corsa, divertimento a mille.. ma da buona travel blogger non dovevo andarmene senza vedere praticamente una delle poche attrazioni di un certo valore ad Orte! Ed invece.. Perdonatemi ma solo pensare di rifare a piedi la salita con pendenza 1000% fino al centro storico, mi fa venir l’affanno (provato) da polmone in mano mentre i miei amichetti – 1 zumbera e 2 coaches di Crossfit – sembravano passeggiare amabilmente in pianura come fossero al parco con Mary Poppins “con un poco di zucchero la pillola va giùùùù…tutto brillerà di piùùùùù”).

Padiglione Giappone – Expo 2015: deciso di andare all’Expo perché era evento dell’anno, perché bisognava fondamentalmente entrare nel famoso padiglione del Giappone. Venerdì: arrivate il pomeriggio, perso 3 ore in fila per il Padiglione Italia sotto la pioggia (scelta pessima) e via in bb a cercar calore. Sabato: arrivate la mattina presto, fatto un’ora di fila solo per passare i tornelli, giunte davanti al Padiglione e…ci è partita una risata pazzesca. Entrata già chiusa alle 10 e fila che partiva dall’entrata..cioè..faceva il giro del padiglione!! 7 ore previste per entrare!!! Mollato il colpo e detto addio ad Expo, dirigendoci verso il centro di Milano. Bello eh l’Expo..si si..uuh!

E voi? Che vi siete persi?? Dai ditemi che non son l’unica ad essermi persa qualcosa 🙂

Ire

Comments

comments

Lascia un commento

    *