Benvenuti al Sud! Castellabate-Paestum-Sant’Agata de’Goti

Un mese fa, dopo esser stata al battesimo di Sofia, son partita da Fiano Romano alla volta di Caserta, dove di consuetudine, mi aspettava la mia amichetta Ilenia. L’idea che c’eravamo messe in testa, era di andare a fare qualche giorno alla Costiera Amalfitana.. ma visti i prezzi, avevamo optato per andare nel Cilento: una zona che si trova sempre in Campania, per l’esattezza in provincia di Salerno, dichiarata Patrimonio dell’Umanità. Del Cilento fanno parte vari comuni e noi, un po’ anche per sentito dire, abbiamo scelto di andare a visitare la zona di Castellabate (paese protagonista del film “Benvenuti al Sud”, appunto).

Primo dettaglio da appuntare: per arrivarci, si percorre la costa che è disseminata di curve a gomito dove, nel non immaginario comune, non puoi sapere chi arriva dall’altra parte. Ebbene, qui il dubbio che possa arrivare un tir od una macchina, non tange il popolo.. che tende a superare ogni mezzo che gli stia davanti, senza timore alcuno. Se non superi in curva, non sei cilentino, oserei dire. Dopo aver perso 20 anni in due, dopo dei sorpassi più che azzardati nei nostri confronti, abbiamo deciso di suonare il clacson ed inveire verso l’automobilista folle di turno, come se non ci fosse un domani. Fatelo anche voi, vi sentirete meglio.

Scelto l’hotel a San Marco, abbiamo appurato da subito che la stagione a fine maggio è ben che bassa quindi in hotel eravamo 4 gatti, con i pro (parcheggio senza fastidi, zero ressa in spiaggia, tranquillità) ed i contro del caso (poca gente in giro per socializzare, assenza del trenino che ti porta in spiaggia.. se vogliamo parlare di comodità! Ahahaha).

Dopo una giornata al sole (e conseguente scottata di schiena causa abbiocco senza crema solare applicata), abbiamo scelto di andare a cenare all’Hotel Hermitage, non trovandolo particolarmente interessante (recensione qui) e lanciandoci a letto poco dopo.

Day next

Castellabate, il paesello dov’è stato girato Benvenuti al Sud, per intenderci. Già da giù è bello..poi se salite, avete una vista pazzesca sul mare (imperdibile il tramonto dal Belvedere San Costabile) e girandoci, scoprirete pure il perché della nomina a Borgo più bello d’Italia. Andate a random per vicoli, scale e botteghe, non ve ne pentirete.

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Ma anche Santa Maria di Castellabate, non è maluccio! E’ sicuramente più turistica (anche se alle 20.30 di un fine maggio, sarete voi e pochi altri in giro, essendo la via pedonale con i negozi chiusi) e possiede, oltre che a Torre Perrotti, l’antica casa della famiglia del Barone Perrotti (denominata Torre della Pagliarola) situata sul mare nel centro storico (molto carinaaaa nonché accessibile in quanto ospita appartamenti ed è location di eventi e matrimoni), anche un ECCELLENTE ristorante che ho trovato per caso: L’Osteria 1861 (recensione qui). Vi dico solo che lo proporrei tra i Ristoranti con stelle Michelin!

Dall’Osteria 1861, siamo giunte al loro fornitore ufficiale di mozzarelle di bufala (il Cilento ne è zona d’origine!): L’antica Giara (qui recensione) che trovate per la strada del ritorno verso Paestum. E’ stata la merenda più “lattosa” della mia vita, assaporando mozzarelle, ricottine, pane fresco ed olive schiacciate, pomodori sott’olio ed altri formaggi. Consiglio vivamente di fermarvi!!!

Non contente, ci siamo anche fermate da Vannulo – Via G. Galilei, 10 – 84047 Capaccio Scalo (SA), una tenuta impossibile da non notare dalla strada, per assaggiare yogurt e gelato con latte di bufala (quest’ultima più che viziata con: grande campo dove pascolano le altre 599 bufale, musica new age per farla produrre al meglio e cure con metodi omeopatici, se con problemi di salute). Io non sono arrivata in tempo per l’acquisto delle mozzarelle (qui c’è l’unico punto vendita e non riforniscono negozi o ristoranti) ma ora voi sapendolo, mica arriverete più tardi delle 17 dal lunedì alla domenica, giusto??

Vi passo un paio d’info che ho ottenuto via mail:

Da Vannulo poi si può fare la visita della tenuta. La si può fare solo di mattina (dalle 9.00 alle 11.30), poiché la lavorazione si fa solo fino alle 11.30. Dura un’ora e si può avere in lingua italiana, francese, tedesca ed inglese. Nella visita è compreso: -produzione della mozzarella; -bottega della pelle; -museo della civiltà contadina; -stalle. Alla fine è previsto l’assaggio della mozzarella. Il costo è di € 4,00 a persona se siete più di 10 persone, se invece siete meno di 10 persone il costo sarà comunque di € 40,00 per la visita. Pagamento in contanti dopo la visita. Bisogna prenotare. Orari di apertura: Aperto tutti i giorni tutto l’anno. Giorni di chiusura: Natale (25 Dicembre), Capodanno (1 gennaio) e Pasqua. Orario del Caseificio: 8.00-17.00 (tutti i giorni). Orario della Yogurteria: 7.00-19.30 (tutti i giorni). Bottega della Pelle: 8.30-18.00 (domenica 9.00-13.00). Contatti: tenutavannulo@libero.it, www.vannulo.it. Tel. Prenotazioni: 0828.724765. Tel. Informazioni: 0828.727894. Per prenotare la mozzarella è consigliabile chiamare con qualche giorno di anticipo.

Dopo esserci rifocillate, siamo andate direttamente a Paestum. Come non andare a visitarla, essendo nei dintorni? Misera me..di Paestum non sapevo nulla se non che c’erano dei resti archeologici. Ora vi svelo i misteri di cui non ero a conoscenza. Paestum è una città d’origine greca ma prese questo nome durante l’epoca romana. L’etimologia del nome deriva da Poseidone, Dio del Mare, il cui culto è attestato probabilmente ad Agropoli, una cittadina non distante, a sud del golfo. In onore di Hera, signora della terra e della fertilità, viene innalzato durante la fondazione della città, il santuario: Heraion (dove ci ha messo piede un turista francese ch’era con me quel giorno in visita. Si è vietatisssssimo ma…). La città ha una forma trapezoidale ed è una delle poche della Magna Grecia che si sia conservata in tutta la lunghezza della sua linea di difesa esterna (le mura oltre gli scavi).

Il giorno dopo, nonchè l’ultimo del mio passaggio in Campania, abbiamo deciso di andare verso Sant’Agata de’ Goti, facente parte del circuito dei Borghi più belli d’Italia. Anche qui, inutile negare il fatto che il paesaggio tolga il fiato sul ponte Martorano (dove si può notare la particolarità nelle costruzioni su tufo, del paese) e che ci siano delle belle stradine del centro storico (ovviamente pedonali) di cui apprezzi la tranquillità e la modestia. Casualità vuole che arrivassimo proprio il giorno dell’Infiorata, uno degli eventi più famosi di questo paesello (per questa manifestazione si realizzano tappeti di fiori e foglie in occasione della processione festeggiante il Corpus Domini, presieduta dal Vescovo). Trovando quindi i ristoranti tutti belli che pieni, ci siamo riuscite ad accomodare appena alle 14.30, mangiando da Zi’ Pauluccio (recensione qui).

 

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