San Sebastian, San Juan de Gaztelugatxe e Bilbao – Spagna on the road 2016

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Arrivati con un tempo un po’ grigetto, ci avvalemmo di un super modernissimo Hotel Zenit per passare la notte, tradendo l’amato NH (e non pentendocene assolutamente!). Dopo una passeggiata di 40 minuti, oplà, fummo in centro. Facemmo una breve passeggiata, scoprendo una San Sebastian fin troppo turistica, ma non appassionanandocene più di tanto. Qui nel primo pomeriggio, ancora digiuni, incontrammo Estabiliz, una ragazza del posto che aveva vissuto a Firenze per l’Erasmus (sempre grazie a Couchsurfing). Con lei girammo l’intera città sotto una pioggia incessante, andando a pranzo da Beti Jai Berria, un pintxos bar sul costosetto andante ma con dei pintxos da leccarsi i baffi!!

Per la sera, decidemmo di seguire il consiglio della Lonely Planet: ATARI. Ristorante + gastrobar di cucina basca creativa. La fortuna di arrivare, non avendo la prenotazione e sedersi davanti allo chef, è stato IMPAREGGIABILE.

La mattina dopo, scostai la tenda e scoprimmo che..pioveva!! Bad news.. Ci avevano avvisato che solitamente sulla costa pioveva, mentre nell’entroterra il sole spaccava le pietre.. e questa ne era la prova. Avendo ormai deciso di restare due notti, facemmo una “late breakfast” ed uscimmo con l’ombrellino. Vedemmo il centro, ci chiudemmo in centro commerciale per stare al caldo e comprare dell’acqua, ri-uscimmo, tornammo alla spiaggia a vedere il grigiore sulla baia e sconsolati, tornammo in hotel. La sera ci fermammo in zona per cenare, pentendocene amaramente da Salaberria Sagardoteca.

Insoddisfatti della visita, ce ne andammo, trovando un cielo terso ma almeno non piovoso, direzione San Juan de Gaztelugatxe (una chicca di puro trekking, ragazzi!! – scarpe comode miraccomando!). E’ un’isoletta con sulla vetta, una chiesetta (in passato, fu un castello) ed una vista incredibile. La vetta per la chiesetta non è roba da rammolliti: ci sono pur sempre 241 scalini di pietra da fare! Appena saliti, suonate la campana per tre volte ed esaudite un desiderio! (chiaramente noi ne eravamo all’oscuro ed imprecavamo contro gli ignari turisti, per la mancata pace necessaria per godersi la vita da lassù). Tempo di riprendere fiato per scendere e risalire verso il parcheggio ad un km (calcolate 2 ore tot), ci riavviammo. Direzione aeroporto di Bilbao, per il penultimo giorno del mio compare di viaggio!

A Bilbao quindi, dopo aver lasciato la macchina a noleggio, prendemmo il bus (pagandolo 1.80 Euro) che prese l’autostrada e ci portò in 25 minuti sulla Gran Via, vicino al nostro bell’NH. Tra il check-in, la doccia e tutto il resto, uscimmo nella hall alle 21, un po’ tardino per gli standard per la cena (alle 22.30 i ristoranti chiudono) e ci facemmo ERRONEAMENTE consigliare dalla receptionist, per un ristorante nelle vicinanze. Se avete dubbi, ve lo confermo: evitate come la morte il ristorante El Viejo Zortzi!!!

Dopo questo infame pasto, ci dirigemmo verso il Guggenheim, sogno raggiunto dopo anni, assaporando la nostra vera cena (l’ottimo gelato di Amorino, con le sue palline a forma di petalo di rosa), salutando Puppy, il ragno di ferro e gli AMATI TULIPS di JEFF KOONS!! ADOOOOROOOO!!!

Il giorno dopo, riandammo al Guggenheim, questa volta per vederlo dall’interno (ho apprezzato l’architettura dello stabile e nuovamente, i miei bei TULIPS visti da vicino) e scegliemmo di mangiar bene finalmente, da Bascook (86euro in 2 in locale di qualità).

E poi?

E poi ci fu il CAMBIO DEL TESTIMONE.

Vai a Logrono, Zaragoza y Huesca

 

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