Logroño, Zaragoza y Huesca – Spagna on the road 2016

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Il cambio del testimone, fu, pensandoci a posteriori, uno shock. Una settimana passata con un allora estraneo diventato poi un pilastro d’avventure ad..un semi conoscente..è cosa impegnativa. Passare da un modo di viaggiare ad un altro in meno di mezz’ora, è cosa da pochi.

Lasciai Gian all’imbarco, presi l’ascensore e mi diressi verso gli arrivi. Lì, mi aspettava Mattia, un ragazzo conosciuto tre anni prima con il quale avevo passato fino a quel momento, massimo 8 ore assieme. Noleggiammo una Peugeot ed almeno qualcosa restò immutato: lui alla guida del mezzo, io alla guida della scelta dell’itinerario. Scelsi Logroño (a 130km) per la sua passione dei vini. Di base, in quel paesello, si salva solo la Catedral Santa María de la Redonda.

La sera, incontrando un paesaggio campestre da favola, ci dirigemmo verso l’Hotel 5* Hotel Marqués de Riscal, sperando di trovare due posti liberi a cena. L’importante è crederci. Alla fine ammirammo l’architettura dello stabile, progettato dallo stesso fautore del Guggenheim e ci accomodammo al bar dove comunque gustammo la miglior crema catalana della nostra vita.

marques-hotel

Il giorno dopo decidemmo di dirigerci a Zaragoza, facendo 170 km in scioltezza. Faceva un beatissimo caldo (37gradi) ed era una giornata stupenda. Parcheggiammo in centro e ci dirigemmo subito verso la Basilica del Pilar, scoprendo, grazie all’Ufficio Turistico, che si poteva salire con l’ascensore, pagando 3 euro (l’entrata è dietro, vista fiume Ebro, aperta dalle 10 alle 14 e dalle 16 alle 20). Da lì, vedemmo tutto il centro storico, constatando che il complesso di Chiese della Basilica è WOW ed il retro dell’altare dell’Iglesia de San Pablo è un capolavoro.

Pranzo con delle tapas top da Las Victorines che, sebbene abbia un oste incompetente in inglese, è assolutamente ammirevole il fatto che ci abbia cercato di spiegare nello spagnolo più comprensibile e lento, quali ingredienti ci fossero su ogni tapas. Per visitare altro, ci allontanammo dal centro e cercando viuzze alternative, ci ritrovammo in una laterale che all’inizio sembrava carina, con il profumino di sugo che proveniva dalle cucine..e poi capimmo di aver fatto la cazzata (se la riconoscete, evitatela).

Se la riconoscete, evitatela

Prima sorpassammo un ragazzo seduto su uno scalino, visibilmente tossico.. (e allora lì nascondemmo la mappa e la macchina fotografica), poi sulla sinistra comparirono tre spacciatori con droga in vista.. Occhi bassi e passo fulmineo ci fece allontanare di fretta e furia e decellerammo solo a 200 metri. Momentino di panico, time.

Più tardi, proseguimmo per Huesca, un paesino snobbatissimo sulla Lonely Planet, che invece merita una visita poiché carinissimo, tranquillo e romantico: i palazzi di mattoncini sono praticamente perfetti, alcune piazzette da quanto son belle e ben tenute, sembrano irreali, il centro storico è una chicca dove arrivano a iosa, i camminatori del Cammino di Santiago. Dopo aver cenato in un carinissimo ristorantino (La Zarza) con un proprietario gentilissimo, andammo a dormire in un 4 stelle ridicolo: Hotel Sancho Abarca (evitatelo se siete abituati agli standard 4 stelle NH).

Andate a Pamplona, le rovine di Esco, Cabo de Ajo

 

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