Il Pignarul di Tarcento (UD)

Siamo il 6 di gennaio ed è tempo di fugarela, in orario di tramonto. Anche detta Pignarûl (etimologicamente, deriva dal latino “palea”, ossia “paglia”), nell’alto Udinese.

E’ quindi tempo di raccogliere alte (si parla anche di 8 metri) cataste di legna, stoppia e fieno e posizionare sulla punta, una befana impagliata (che simboleggia l’anno appena passato). Facendone un falò.

Un falò che a Tarcento è evento storico con tendenza filo-religiosa, entrato a far parte della tradizione cittadina nel lontano 1928 (ma con la prova della sua esistenza da minimo 7 secoli, in era pre-celtica). Da allora è stato mantenuto in vita e condiviso di anno in anno (tanto da aver ispirato la rinascita in altri paesi e borgate friulane).

Prima del falò, ai piedi del Monte, avviene la Rievocazione Storica.

Qui il Vecchio Venerando (in friulano “Vieli Venerand”) con la figura storica di nonno e narratore, “dona” il fuoco a coloro che accenderanno il Pignarul (in memoria di tempi immemori dove i ragazzi, dopo la messa con la benedizione dell’acqua santa, brandivano bastoni accesi in braceri e scortavano il vecchio della borgata al proprio falò), i cosiddetti “Pignarulârs”.

Fatto ciò il Vecchio si pone assieme a loro davanti al corteo con le fiaccole accese alla mano e raggiunge la vetta  di Coia (una piccola frazione che sovrasta Tarcento) ed i ruderi del suo castello medioevale chiamato “Ciscjelat”, castellaccio.

il corteo

A questo punto, avviene l’accensione che con una vampata di calore, scalda cuori ed anime gelate, aspettando di vedere gli altri falò della Valle (uno spettacolo nello spettacolo) e di sentire la predizione dell’anno nuovo da parte del Vecchio Venerando, a seconda della direzione del fumo. Se il fumo va ad ovest, anno buono. Se andrà ad est, anno sfortunato. Se sta nel mezzo, levandosi in alto dritto, l’anno non sarà peggio di quelli appena passati. Nel passato invece, gli esiti divenivano spunto per l’emigrazione dei contadini del posto che lasciavano la terra per cercare altrove lavoro e fortuna.

Se volete far parte di una parte di storia friulana, fateci un salto!

 

 

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