Il Faro della Vittoria @Trieste

Il Faro della Vittoria ha riaperto i battenti dal 15 aprile 2017 dopo 7 anni di restauri. Ed io ho deciso di salirci domenica.

Aspettando circa due ore, sperando ci fosse gente che si stufasse (e così è successo) così da poter salire un po’ prima. 10 persone alla volta per 15 minuti di visita. Ovviamente l’ascensore è solo per i portatori di handicap quindi armatevi di buoni polpacci ed una massiccia dose di fiato: 250 scalini su una scala a chiocciola ed il gioco è fatto.

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Dove la si trova? In Strada del Friuli 141, a Trieste. Con i bus num 42, 44 e 46, da Piazza Oberdan.

Orari? Il faro è visitabile a gratis, ogni sabato e domenica, fino alla seconda domenica di ottobre, dalle 15 alle 19, incluso i festivi come il 25 aprile, il primo maggio, il 2 giugno e il 16 agosto. In occasione della regata velica barcolana, il secondo sabato e la seconda domenica di ottobre l’apertura al pubblico è prevista dalle 9.30 alle 17.30.

La storia

L’idea di costruirlo nacque all’architetto triestino Arduino Berlam (1880 – 1946) già nel 1917, poco dopo la disfatta di Caporetto e la battaglia del Piave, e prese corpo nel dicembre 1918, appena finita la guerra. L’obiettivo era il voler commemorare i marinai caduti nella Prima Guerra Mondiale oltre a guidare la navigazione notturna nel Golfo di Trieste (la lanterna sprigiona una luminosità di circa 1m200mila candele con una portata di 30 miglia). I lavori iniziarono nel gennaio 1923 per concludersi (a un costo complessivo di lire 5.265.000) il 24 maggio 1927, con una cerimonia di inaugurazione alla presenza del Re Vittorio Emanuele III.

La possente ma slanciata struttura alta 67.85 metri, dal peso complessivo di 8.000 tonnellate, fu rivestita esternamente da più di 1.500 metri cubi di pietra istriana di Orsera nella parte superiore e di pietra carsica di Gabria in quella inferiore. All’apice della cupola svetta la statua in rame della Vittoria Alata, opera dello scultore triestino Giovanni Mayer (1863 – 1943), realizzata dall’artigiano del rame e del ferro Giacomo Sebroth: il peso è di circa 7 quintali.

In basso, si trova la figura del Marinaio Ignoto e l’ancora del cacciatorpediniere Audace (prima nave italiana a entrare nel porto di Trieste il 3 novembre 1918).  Su una grande piastra in pietra è incisa l’iscrizione “ A.D. MCMXXVII Splendi e ricorda i Caduti sul mare MCMXV – MCMXVIII”.

Questa la vista fatta con un misero cellulare..indi per cui vi consiglio di farci uno scampon ed ammirarla con i vostri occhi!

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