Tour estivo in Provenza 2017

..da non rifare, in caso ci fossero 40 gradi.

Risultato? Visitato metà di quello che ci si immaginava di vedere.

No perchè nonostante la forza di volontà, andare a cavallo alle 3 di pomeriggio nelle Camargue o salire colli a Montpellier (fuori Provenza), sotto il sole cocente è parecchio improbabile.

Nonostante questa scelta matta di partire per un road trip a fine luglio per la Provenza, qualcosa si è visto. Questo l’itinerario intrapreso:

giorno 1: Milano – Imperia – Aix en Provence

giorno 2: Bonnieux – Lacoste – Roussillon – Gordes – Avignone

giorno 3: Avignone

giorno 4: Montpellier

giorno 5: Saint Maries de la Mer – Arles – Routes des Cretes (da Cassis a La Ciotat) – Sanary Sur Mer

giorno 6: Grand Corniche – Eze

Col senno di poi:

  • avrei evitato la Provenza, per la Scozia, come l’amico aveva suggerito.
  • non ci saremmo fermati ad Imperia pensando di evitare il gran solleone in autostrada. Peccato così aver vanificato la sveglia presto ed esserci fatti raggiungere dai vacanzieri partiti più tardi di noi. Risultato? 3 ore di fila al confine.
  • si sarebbe dovuto partire a metà luglio per vedere i campi di lavanda. Arrivando a fine luglio, la lavanda è anche già bella raccolta. Risultato? Nessuna foto in mezzo ai campi di lavanda, uno dei pochi desideri che avevo di questa vacanza.
  • più paesini del Luberon, meno città. Si perchè quando assapori la tranquillità dei borghi da 700 abitanti, tornare al traffico ed all’afa della città, è un colpo al cuor.
  • avremmo evitato la Grand Corniche: a luglio ed agosto le strade sono chiuse per pericolo incendi
  • sarei andata al mare in Costa Azzurra e non l’avrei solo guardato dall’alto. Il caldo e l’afa ci ha distolto dall’idea di scendere giù. Pirla qb.

Nonostante ciò, alla Provenza non le si può dire nulla perchè.. ti prende il cuore. Bastano delle cascine in aperta campagna, edera verde brillante aggrappata a muri di pietra e porte di legno color pastello. Baguette che fuoriescono da borse di stoffa troppo piccole. Girasoli accanto a cassette di legno ricolme di frutta, al mercato. Numeri di ferro battuto su porte grezze in villaggi accanto a vasetti colorati di rosmarino e menta. Bandierine bianche che disegnano il cielo sotto alle nuvole.

E quei bonjour detti così bene.

Bonnieux

 

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