Tour estivo della Provenza – la Francia e la sua impavida ingenuità

torna al (magico) Luberon

Dopo esser usciti dal Luberon e non esser riusciti a vedere l’Abbazia di Senanque (praticamente una delle poche cose che mi ero messa in testa di vedere.. ma si sa, la sfiga in viaggio con me ci vede benissimo quindi scoprii che due settimane prima c’era stata la raccolta della lavanda e l’immagine che mi ero creata mentalmente non l’avrei potuta vedere nella realtà.

abbazia senanque  senanque senza lavanda

Non calcoliamo poi il fatto che era già semibuio e non avremmo visto una mazza… vabbè mettiamocela via con un bel “c’est la vie!”)

Insomma..ci aspettava Avignone, considerata la capitale della Provenza. Presa dall’andazzo luxury scelsi un super hotel in centro con parcheggio e piscina: Hotel Cloitre Saint Louis 4****, decisamente tanta roba! Per arrivarci, bisognava semplicemente andare in centro.

Peccato che a luglio il CENTRO diventa PEDONALE perché per tutto il mese, la città diventa un teatro a cielo aperto per il Festival di Avignone, una delle manifestazioni dedicate alle arti performative contemporanee più importanti a livello INTERNAZIONALE.

Dilemma: come arrivare in hotel?

Facemmo il primo giro in macchina ed il satellitare chiaramente ci diceva di entrare in centro. Niente da fare.. c’erano solo transenne. Finimmo in un parcheggio sotterraneo perché il sat ce l’aveva consigliato. No comment. Uscimmo dicendoci male parole perché io avevo consigliato una bella inversione a U in una strada stretta e trafficata. Chiedemmo ad un vigilante che chiaramente sapeva 12 parole in inglese e ci suggerii di rifare il giro.

Altro giro ed altra indicazione per il parcheggio sotterraneo ed altra chiacchierata con il vigilante. Ci consigliò di piazzarsi davanti al viale ora pedonale e spiegare al prossimo vigile, la situazione. Così facemmo, mentre al telefono c’era la receptionist dell’hotel che preoccupata del ritardo, ci aveva chiamato.

Ci ritrovammo davanti al viale sbarrato con 2 vigilanti. Diedi il mio cellulare al vigilante che si intrattenne con la receptionist per capire come saremmo riusciti ad andare all’hotel. Ed improvvisamente, vennero aperte le transenne.

Ok, grazie. Ed ora? Nessun altro a cui spiegare la situazione, solo 2 camioncini della polizia posizionati a spina di pesce, senza nessun poliziotto nelle vicinanze.

Suggerii a Gian di zig zagare tra le camionette per proseguire verso il nostro desiderato hotel. E così fece: superammo le camionette senza nessun tipo di supervisione e ci ritrovammo sul viale pedonale inondato di persone. Ecco, lì, Gian si prese malissimo. Non voleva fare un metro in più, immaginandosi poliziotti che ci avrebbero intimato di scendere dalla macchina con le braccia in alto. Io, sinceramente non avevo pensato a tale eventualità e continuavo ad esortare Gian nel proseguire verso l’hotel.

Passammo indisturbati nel viale facendo circa 150 metri tra bambini in bicicletta, anziani e famiglie. Nessuno ci fermò, nessuno ci controllò, nessuno chiese nulla.

Non è un po’ strano?

Tu, Stato francese, dopo tutti gli avvenimenti terroristici che ci sono stati, non dovresti stare un po’ più all’occhio?  Metti 2 transenne, 2 camionette e nessuno a controllare intorno? Fossimo stati terroristi, avremmo potuto fare mezza strage anche con la nostra VW Fox.

Mi spiace dirlo ma tu cara la mia Francia, sei un’impavida ingenua (e ti devi dare una svegliata).

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