Tour estivo della Provenza – Avignone, Montpellier, Arles, Sanary sur Mer, Eze sur Mer

Torna al nostro turbolento arrivo ad Avignone:  Tour estivo della Provenza – la Francia e la sua impavida ingenuità

Dopo esser giunti al famoso hotel in centro, uscimmo alla ricerca di cibo. Riuscimmo a trovare un posticino carino con tovaglie a quadrettoni rossi e bianchi: un bistrot retrò chiamato Ginette & Marcel (su fb lo trovate qui: Restaurant Ginette et Marcel), plenty of locals, dove incontrammo grazie a CouchSurfing, Frederik, un belga solo-traveller in giro per la Francia. Una bruschettona calda con tanto di quel brie, musica francese e un sommesso chiacchiericcio attorno a noi davanti alla fontana di Corps-Saints: insomma, una gran bella cena!

Poi ci si avviò verso Palais des Papes, il Palazzo dei Papi di Avignone. E’ “solo” uno dei più grandi e importanti edifici gotici medievali in Europa costruito nel 1300, nonché Patrimonio Unesco. La sera è decisamente l’orario migliore per vederlo, considerando la tranquillità che regna nella piazza. Solo il rimbombo di risate nei ristorantini circostanti e la brezza di luglio che rinfresca la pelle dopo una giornata sotto il solleone.

Il pomeriggio, dopo una mattinata in piscina, infatti tornammo e c’era un ammasso di gente, artisti, trenini.. cercammo di evitarli e salimmo (a gratis) nel giardino dei Papi (Rocher des Doms), fondamentalmente il punto più alto della città dove a 360° si può vedere il Rodano, i paesini e le alture circostanti oltre al ponte che termina a metà del fiume.

ponte by day

Originariamente si chiamerebbe pont Saint-Bénézet ma, vista la sua particolarità di non arrivare all’altra sponda (dovuta a campate distrutte nel corso degli anni, durante inondazioni e sprofondamenti vari) anche solo chiamarlo Ponte di Avignone it’s enough. Da lì, scendemmo per fotografarlo dal Pont Daladier (quello percorribile dalle automobili) quindi dall’altra sponda. Ma dopo aver sorpassato un gruppetto che parevano spacciatori ed un’orda di gioventù inglese ampiamente sbronza davanti ad un camping, decidemmo di tornarcene in hotel. Il giorno dopo feci un po’ di shopping in zona Rue Saint-Agricol (bei negozietti e boutique con vestiti made in France) saltando a piè pari il viale Cours Jean Jaures con le solite marche internazionali tipo Zara, H&M e ce ne andammo.

Direzione Montpellier!

L’entrata in città è stata dura: trafficone da arrivo in spiaggia..in una città che marittima proprio non è. Afa ed edifici fatiscenti completano il quadretto infelice. Diciamo che avviarsi verso la città, dopo esser stati in aperta campagna, è un colpo al cuor. Dopo esserci sistemati in hotel figo tal Grand Hôtel du Midi **** (con vista sulla piccionaia difronte..questo significa chiedere “camera silenziosa”) siamo andati alla scoperta della città. A random, senza mappa, as usual. Dopo aver bypassato la Place de la Comedie

Montpellier

una tra le più grandi piazze pedonali d’Europa, siamo saliti verso la piazza panoramica Peyrou con alle spalle, l’Arco di Trionfo.

Attraversatolo, siamo capitati nella parte più caruccia della città, dove quei tipici scorci rievocano la Francia. Tavolini all’angolo di strade pedonali, anziani con il quotidiano in mano all’ombra di secolari platani, mamme con i loro petit e la baguette in borsa. Giovani ed ancora giovani in baretti e ristoranti, ovunque. Non a caso questa città possiede 1 su 2 cittadini al di sotto dei 35 anni!

Al desiderio di mangiare qualcosa di buono, abbiam voluto seguire i consigli di TripAdvisor. Peccato che tutti i ristoranti scelsi, fossero chiusi per ferie o per giorno di chiusura. Dicesi sfiga delle sfighe. Volendo mangiar qualcosa per sopravvivenza e volendo assolutamente mangiare qualcosa di local, alla fine, ci siamo seduti in quel che pareva il ristorante più turistico della storia. Ed invece….aspettative negative completamente distrutte. Quindi consiglio vivamente di recarvi nel quartier Saint Roch ed accomodarsi a @Le Cafè Leon – Ristorante agricolo (che oltre ad avere una parte esterna un po’ ics, possiedo degli interni di design ed un giardinetto delizioso!)..anche se il menu è in francese, la cameriera ci ha tradotto l’intero menu in inglese!! Ho scelto l’oca con ripieno di formaggio (che mi sogno ancora!) buonissssimo!! E poi quella zona lì è tutta da vedere..girate senza mappa e ve ne innamorerete!

Dopo 1 giorno e mezzo a Montpellier..via verso le Camargue. Idealmente si pensava di fare passeggiate a cavallo. In realtà il caldo era soffocante (40 gradi) e l’idea di fare cavalcate da 4 ore mi uccideva al sol pensiero. A pensarci poi..siamo stati proprio delle blede (questo significa fare un viaggio partendo stanchi da troppo lavoro) sennò, chi se ne… sarei saltata in groppa al cavallo bianco e via! Insomma.. ciao Camargue e buona piscina a me!

Direzione Arles con l’Hôtel Jules César M Gallery by Sofitel.

Si potete dirlo forte: ho fatto la bella vita (anche se l’averlo prenotato all’ultimo, mi ha fatto pagare la doppia a meno di 350 euro a notte, invece che il prezzo originario). Dopo essermi svaccata tutto il pomeriggio in piscina, siamo usciti a cena, giusto un tempo per l’ultimo servizio (delle 21.30!), mangiando in un bel bistrot A Cote: cucina francese casalinga in una viuzza tranquilla sotto una vite rampicante. Eccellente!

Il giorno dopo, girello in modalità “voglio morì, ci sono 40gradi” e “sembra di essere in Sud Italia”

altro svacco in piscina e check-out. Direzione Sanary-sur-Mer (solo perché ci serviva dormire da qualche parte) dopo aver fatto la Moyenne Corniche (il paesaggio più bello della vacanza!)

 

dove abbiamo cenato in un posto troppo carino (La Ptite Fabri’k, unico ristorantino che si salva in quella cittadina marittima..non a caso è tra i ristoranti consigliati dalla guida Michelin ed i prezzi sono stra abbordabilissimi!)

e poi..ciao..

direzione Eze, la perla della Costa Azzurra (non avendo tempo di fare Roquebrune, St. Agnes e Gorbio (segnateveli perché dalle foto che avevo visto su dei blog..erano top!). Dormito in Residence Eza Vista (che ha un orario di check-in tutto suo e se non arrivi entro le 16, devi chiamare un numero di cellulare, parlare inglese, ti danno un codice che digiti alla porta, entri, prendi una chiave in un determinato posto ed apri una cassettina con la tua chiave..solo per gente very smart). Super vista della camera ad un prezzo onestissimo e dall’altra parte della strada, un ristorante VIP circondato da Bentley, Ferrari, Lambo e scorta per super VIP chiaramente a noi sconosciuti.

 

20170805_093701 (2)

E pooi niente. Niente Costa Azzurra per evitare il traffico ed anzi, fretta per prendere il Bla Bla Car che mi avrebbe portato a casa da Milano. Finita così una vacanza tanto voluta quanto disorganizzata e non goduta al 100%. Sbagliando s’impara…

 

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