10 gg in Andalusia. Sola. On the road.

..e così arrivò il momento in cui decisi di andare. Sola. In tour. In Andalusia.

No perché ok ero andata a Londra a vivere da sola ma son rimasta fissa li per un anno. Ok, sono andata da sola in Australia, ma, quando son partita con Tania per fare il tour, ero contenta. Poi quando si è tirata indietro, io nonostante non avessi fastidi di tempo o soldi, son tornata indietro con lei. Perché? Perché credevo di non farcela. Ebbene sì, io che ho un’autostima incredibile, davanti a questa scelta, mi son tirata indietro. Pentita? A voglia!

Quindi stavolta.. che potevo scegliere, ho scelto. Ho prenotato un a/r da e per Malaga e mi son organizzata l’Andalusia on the road, in modalità solo traveller. Utilizzando aereo, treno, bus e bla bla car. Perché Andalusia? Perché ci dovevo andare ad aprile ma per motivi di lavoro, ho evitato di andarci. Perché ad ottobre? Perché volevo il caldo, mentre in Italia arrivava il vero autunno, quello fatto di nebbia, pioggia, bora e freschello. Volevo vivermi un pezzo di estate, che, sempre per motivi di lavoro, quest’anno, non ho fatto.

Prima di partire mi son fatta un itinerario da rispettare al minuto, almeno per quanto riguarda i trasporti. Ok l’avventura, ma quando hai i giorni contati (10 gg) e vuoi vedere 7 città, di cui il capoluogo dell’Andalusia (Siviglia), io preferisco organizzarmela così. E poi vagabondare per la città senza mappa.

Screenshot-2017-12-1 Google Maps

Insomma, Malaga la prima notte me la son vista dal finestrino di Cheap Malaga Taxi (che mi offriva l’esser presa all’aeroporto -da un figo…ma questo non era specificato sul sito aahahah- fino all’hotel per 20 euro al posto dei 30 che mi offriva il servizio prestato dall’hotel), mentre ero in maniche corte alle 23.30 del 2 novembre, con all’aperto, la bellezza di 21 gradi. #gioiapura.

Il tempo di mollare lo zaino in camera, mettermi in tshirt, salire sulla terrazza dell’hotel per capire che l’andazzo lassù non era da maglietta gialla con scritto SUNRISE e newbalance..fare due foto da tipica turista e tornar giù quatta quatta mentre squinzie in tacco 12 brindavano con l’ennesimo cocktail alla frutta in mano. Invece di avviarmi in camera, scelsi di andare alla reception a chiedere al receptionist (super simile all’amico ciccione di Leonardo di Caprio nel film “The Wolf of Wall Street” con questa faccina da simpatico orsone) se gli andava di prendere una Coca Cola assieme, per superare l’imbarazzo della terrazza..ma non potendo, tornai mesta in camera, considerando che era l’1 e l’indomani alle 10 sarei dovuta essere in stazione.

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L’indomani, dopo esser stata sgamata io fossi italiana, scegliendo la colazione dolce piuttosto di quella salata, presi il treno, direzione Ronda, una delle più antiche e belle cittadine andaluse che, in parte, conserva la sua antica struttura araba. Manco a dirlo, il treno era pulito ed on time e nel tragitto si fermò a Caminito del Rey, dove circa mezzo treno scese. Io ed altri turisti americani con facce sbigottite iniziammo a chiederci il perché di questo abbandono repentino dal treno. Lo capimmo 15 secondi dopo aver lasciato la stazione.. vedendo scorci pazzeschi che si possono vedere dalle pareti del Desfiladero de los Gaitanes. Quindi segnatevelo, CAMINITO DEL REY, il sentiero più pericoloso del mondo! A 40 minuti da Malaga. Bisogna andarci!!

caminito-del-rey

Sempre restando dal treno si passeranno poi campagne aperte, ulivi su terra rossa. E tante pecorelle, cavalli e mucche nelle valli brulle, oltre a filari di uva con foglie gialle e rosse. Un paesaggio decisamente rilassante che vorrei rifare in macchina.

Arrivata a Ronda, senza mappa e senza mollare il borsone perché in stazione non si può lasciare (andate alla bus station, li si può!) seguii altri turisti fino ad arrivare ad un parco (Alameda del Tajo). Da lì, una terrazza. Con questa vista!!

 

Proseguii per tutto il costone fino a ritrovarmi sopra il Ponte Vecchio e volendo vederlo di fronte, scesi verso il Palacio del Rey Moro con il suo histórico artístico Jardin de Forestier y de “La Mina” árabe (visitato pure dagli Obama’s) ma non entrandoci, per trovarmi questa vista

Da lì, mi addentrai nella città vecchia (uno dei Pueblos blancos), mi fermai per pranzo a mangiar dolcetti alla Confiteria Daver, presi dell’acqua al supermercato a 17 cents e tornai verso la stazione. Questa volta dei bus. Quasi introvabile e dove l’inglese ovviamente è un optional, come in tutta Ronda.

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Nuova direzione, Cadiz, tramite bus TG Comes, chiaramente on time e pulitissimo, dove il biglietto si può prendere anche direttamente lì. Per strada, nubifragio e l’imperterrito autista a lasciare l’aria condizionata a 18 gradi.

Arrivai a Cadiz che pareva fossero cadute bombe d’acqua. Ed effettivamente scoprii che venti minuti prima c’era stata una vera e propria alluvione. Non a caso, alle porte di case e negozi c’erano sacchi di sabbia, oltre a giornalisti che testimoniavano l’accaduto. Io nel frattempo, andavo alla ricerca del mio hotel in centro, un 3 stelle comodo comodo chiamato Pagatonia del Sur, gestito da un argentino che chiaramente aveva parenti in Italia. Scelsi di non scendere più perché ero stanchissssima e decisi di fare il riassunto della giornata mangiando un pezzo di torrone che mi ero presa a Ronda e di concludere così, degnamente, il secondo giorno in Andalusia.

L’indomani, dopo aver sentito flatulenze e sesso appagante del vicino di camera (alias muri di cartapesta), scesi alla ricerca di un qualcosa che mi riempisse lo stomaco a colazione, non prima di passare davanti alla Super Cattedrale ed all’Ayuntamento di Cadiz, poco distanti l’uno dall’altro.

Una giornata splendida e con il solleone ed io davanti ad un’orda di turisti attempati, considerando che davanti all’Ayuntamento c’è il porto e l’attracco per le navi da crociera. Il tempo di guardarmi attorno..ed ero già alla ricerca di quello che poteva sembrare figo tra Piazza Flores ed il Mercado Central: niente di entusiasmante, finché non arrivai davanti all’Oceano Atlantico.

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Il cielo azzurro, le nuvole paffute, lo stridire dei gabbiani, il vento sferzante ed il sole..mi rapì e fino a tarda sera, non rientrai in città..

Percorsi tutto il lungomare verso Playa de la Caleta, arrivai fino al Castillo di San Sebastian percorrendo un sentiero di 400 metri a mò di diga, tornai indietro fino al Castillo de Santa Catalina.

Mangiai un misero bocadillo al jamon (non era né ora di colazione né di pranzo quindi nessuno dei due menu era a disposizione) da Quilla (dicono sia il miglior bar da dove vedere il miglior tramonto della Spagna..che manco a dirlo è a Cadiz).

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Tornai in centro, scegliendo una strada a caso. Capitai di fronte alla Iglesia di Nostra Signora ed in Piazza San Antonio dove alle 18 i ragazzini giocavano a calcio mentre mamma e papà bevevano una birra ghiacciata, all’ombra dei 22 gradi del 4 di novembre. Bella la vita dei graditanos (cittadini di Cadiz)! Da lì, girando a random, tornai all’Ayuntamento ma c’erano ancora troppi turisti.

IMG-20171104-WA0021Al che, decisi di tornare sul lungomare ed arrivare fino al Mirador ed oltre. Da lì, stetti ad aspettare il tramonto dall’alto, mentre giovani surfisti provavano a cavalcare l’ennesima onda.

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Alla penombra, tornai in hotel, giusto il tempo di ricaricare il cellulare ed avviare l’Hangout di Couchsurfing..che mi avrebbe fatto incontrare Victor, un bel figliuolo, Capitano della Marina Militare che mi portò a mangiare tapas a volontà da La Tapería de Columela, dove all’uscita, trovammo una super fila. Fidatevi, è tutto molto buono ed il servizio è velocissimo!

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Dopo averlo salutato, mi trovai con la mia super bff Claudilla ed il suo morosello (Carramba che sorpresa!!) e dopo una birra loro ed un mio the alla pesca, tornai al mio hotel per l’ultima notte a Cadiz.

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L’indomani mi ero messa in testa di andare a vedere Jerez de la Frontera, considerata, per la Lonely Planet, l’Andalusia. Ecco, a me sinceramente ha fatto abbastanza c****e. Dalla stazione al centro storico, poi, un’enorme tristezza di palazzoni, senza indicazioni. Auguri ad arrivare in centro! La piazza centrale molto ics, la Cattedrale veramente impossibile da trovare e nascosta da alti edifici moderni (ehi non quanto lo Shard di Londra eh!).

Un mercatino delle pulci davanti all’Alcazar..il che mi ha fatto desistere di addentrarmici. Stop. Mi misi alla ricerca di cibo e sempre dalla Lonely, scelsi un ristorante Albores, considerato un locale dove rivisitano le ricette tipiche per adottarle alla modernità. Fondamentalmente, ho lasciato nel piatto metà mappazzone: una frittata con prosciutto crudo SALATISSIMA. Soldi buttati per un ristorante straturistico. Solo l’interno del locale, merita una nota.  Dai, alla fine Calle Consistorio è un bel viale, che la domenica è gremito. Bene, il tempo di pagare e scelsi di prendere il primo treno possibile per Sevilla.

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Chiaramente sarebbe partito un’ora dopo la mia decisione di andarmene. Rimasi in piazza a scrivere il resoconto della giornata, finchè con enorme sollievo, arrivò l’ora di andare in stazione a prendere il treno. Chiaramente arrivai e scoprii che tutti i treni precedenti al mio (già comprato, quello delle 18.30) erano fully booked. Me ne fregai e scelsi di salire comunque: avrei fatto di tutto pur di andarmene. E così fu, salii assieme ad una ragazza, mi sedetti vicino a lei e riuscii a restare al mio posto per tutti i 40 minuti necessari per arrivare a Sevilla. Peraltro conobbi una ragazzina 13 enne che mi parlò alla bell’e’meglio in inglese, considerando che nel vagone, fossimo in 5 a parlarlo. Uscii dal treno con lei ed il gemello ed assieme prendemmo il bus che mi portò praticamente sotto casa loro. Da lì, feci altri 20 minuti a piedi..e mi trovai davanti alla Cattedrale, nonché al mio Hostel super cool (Toc Hostel) dove apri la porta della camera con l’impronta digitale (!!!!).

Il tempo di un ripiglio ed uscii. La Cattedrale era a 50 metri. Impressive!!

Attivai il solito Hangout e trovai un danese un po’ sfiggy con cui andai a cena al Pelayo Bar e, dopo averlo lasciato, mi avviai verso l’Alfaalfa bar, dove trovai 1 ragazza di San Salvador e 4 italiani: Elizabeth, Abele, Daniele, Enrico e n’altro. Li seguii a random per Sevilla finché ci trovammo in un bar alternativo chiamato Sra Pop dove per la solita legge della sfiga, arrivammo giusto nell’ultimo minuto dell’ultima canzone di un gruppo che suonava. Parlammo un po’ di noi, dei nostri viaggi, delle nostre vite professionali, del caso indipendenza in Spagna, del fatto che il lunedì si può entrare a gratis all’Alcazar (basta andare sul website e pagare 1 euro per il booking, con la carta di credito e scaricare il biglietto). A mezzanotte e mezza ci arrivò a tutti un grandissimo abbiocco. Prendemmo un taxi, tornai in hostel e buonanotte mondo!

Il giorno dopo, uscii alle 9.30 e vidi: la Cattedrale, Plaza de Espana (che apre alle 7 e chiude alle 22), Ayuntamento, Universidad

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la piazza con i Setas, pranzai al Bar AlfaAlfa (supergnam!), mi feci il Puente de Isabel II, anche detto Ponte di Triana (perché ti porta in quest’ultima, che è il quartiere dei gitani) per finire poi in Alcazar (e rendersi conto di esser praticamente finiti a Marrakech) e ritrovare i 2 italiani della sera prima.

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Toh guarda il caso! E poi? E poi fine, stop. La stanchezza prese il sopravvento ed alle 21.30 tornai in hostel dove non rividi più la luce fino all’indomani.

Giorno di checkout. Se non avessi prenotato tutti i trasporti, sarei rimasta un giorno in più. Si perché Sevilla è proprio bella, è grande e tutto in 2 gg non si vede. Sarei andata a vedere il Flamenco (anche se già visto nel 2010 a Madrid), sarei andata ad assaggiare altro cibo in due ristoranti che mi ero segnata, sarei rimasta ancora un po’ al caldo. Ed invece..presi il treno ed andai a Cordoba.

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Arrivando a Cordoba, feci una considerazione. Secondo me, uscendo dalla stazione, si può intuire facilmente se la città che si va a visitare, ci piacerà o meno. E finora, ci ho visto giusto. Davanti alla stazione di Cordoba, infatti, uno spiazzo aperto ed in discesa, un graaande parco pulito ed ordinato con i pappagallini verdi che volano da una palma all’altra. In 20 minuti a piedi si è tra le mura di Cordoba dove si trova il centro storico. Cordoba è un labirinto. Persa più volte per trovare l’ostello, uscirci, girare attorno alla Mezquita, andare al ponte romano. E c’è un sacco di vecjume (gente anziana). E praticamente dopo che vedi tutto ciò, puoi anche andartene.

Insomma, pranzo da Regardera, un ristorantino moderno fuori dalla zona pedonale, per mangiare un ottimo Cordero asado (agnello) e del formaggio (8 pezzi, 8 euro, stica!), girelli vari, incontrato Francisco (sempre lodato sia CouchSurfing) e cenato al Mercado Central a suon di pan y jamon (tra un po’ il prosciutto crudo non lo vorrò vedere manco con il cannocchiale), adios e via in ostello alle 23.30.

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Per me questa giornata a Cordoba poteva bastare. Quindi scelsi di fare checkout anticipato (regalando di fatto una notte all’hostel), prenotare un Bla Bla Car (il trasporto non l’avevo ancora prenotato, thx god) ed andare verso Granada! In macchina, una coppia argentina in procinto di partire per la Nuova Zelanda e la guidatrice simpatica prof di francese 28enne con moroso inabile a parlare inglese. Il tempo volò parlando italiano (tutti capivano più o meno) ed arrivammo in centro a Granada in men che non si dica.

Il tempo di fare check-in in hotel, scoprendo che la mia stanza non c’era.. e quindi allocandomi in un appartamento da 5 persone di proprietà dello stesso hotel, uscii, non prima di vestirmi a cipolla, considerando il GELO granadino. E via con il solito Hangout, stavolta per trovare un americano di Orange Country (ricordate la serie OC?) ed un francese, professionista dell’IT. Per cena, tapas tour con tappe in @LaRiviera, @Botega Castaneda e @Los Diamantes: considerati i migliori tapas bar della città. Post pane, jamon e tortilla, me ne tornai in hotel considerando il gelo fotonico che stavo provando in quel momento e lasciai i guys andare per la loro strada.

L’indomani mattina, mi promisi (e ce la feci) di vedere: la parte gratuita dell’Alhambra (considerando che sia ad entrata su prenotazione ed il primo turno libero cadeva il 24 novembre..si ciao mancavano solo 15gg a quella data ahahah), il quartiere alto Albaicin con il Mirador S. Nicola, il Realejo (quartiere ebreo e la parte dove c’è + street-art in città, la Carrera del Dardo (una delle più belle vie). Per pranzo scelsi di andare a Casa Torcuato (consigliato da una local): solo cibo andaluso..e così nonostante il gelo, scelsi di pranzare a suon di Salmorejo (zuppa di pomodoro fredda con aglio,  pezzi di pane duro, olio evo in abbondanza, aceto e sale con aggiunta di uovo sodo e pezzi di prosciutto crudo sopra) dire ch’era impegnativo, è poco – oltre ad un piatto di affettati misti)

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Da lì, pensai di salire a piedi ad un monastero..ma poiché stava per farsi semibuio, feci retro front e mi diressi a random verso il centro. Da lì, mi trovai in Calle Larga ma soprattutto davanti alla vetrinetta di dolciumi della Pasteleria Casa Pasteles, una pasticceria aperta da una vita, da 4 generazioni. Scelsi un eclair (che nulla centrava con la Spagna, lo so) con una crema pasticcera SPETTACOLARE, mangiata al bancone di un rosa improponibile, in stile diner americano, sorseggiando una delle + buone cioccolate calde della mia vita, guardando il cameriere (che era un gran figone) – ricordate che è aperto dalle 8 alle 21 e per mangiare questi dolcetti stratosferici, vale la pena salire fin quassù!

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Erano le 17 e non avevo voglia di aspettare il tramonto. Quindi mentre tutti si apprestavano a salire, io scendevo verso l’hotel per ripigliarmi un attimo e trovare l’ennesimo hangout della serata. Trovai vari ragazzi da tutt’Europa in un locale a gestione italiana che per quella sera proponevano un concerto live di musica italo-balcanica. E la serata così passò!

L’indomani tornai alla mia Pasteleria preferita e poi tornai giù, per conoscere Helena, un’amica di un’amica, local 100%. Girammo, io la seguii come una pecorella smarrita (non guardando manco dove stavo andando) finché mi portò ai piedi dell’Albaicin, dopo la via dei mercatini marocchini e mi consigliò di salire a vedere il tramonto dal Mirador S. Miguel. Nonostante la stanchezza, ci salutammo e me la feci tutta a piedi, non calcolando il bus. Arrivai sudata e trapelata ad uno spiazzo, per vedere la Sierra Nevada innevata..

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Ed appropinquarmi sulle alte di Granada..con delle zaffate di marijuana da perderci la testa. Ai miei piedi, quindi, la città con l’Alhambra sulla sinistra. Uno stuolo di giovani e fotografi attorno a me. Cani e punkabbestia nel praticello sottostante. Uno spettacolo!!

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All’imbrunire, seguii la gente che se ne andava. Scoprii un’altra strada per arrivare fin quassù (che parte da una stradina esattamente di fronte a Casa Torcuato) e tornai all’hotel, stanca ma felice.

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Il giorno dopo, presi il bus, direzione Malaga. Il Casual Hostel non era nulla di che se non per il design. Da lì, a piedi raggiunsi la Cattedrale ed il lungomare con il cubo colorato.

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In felpa! Ideona..considerando i 25 gradi. Scelsi di spogliarmi e restare in canottiera. Il 10 novembre: benessere puro! Continuai e mi diressi verso la Playa dove mi abbioccai per un po’, all’ombra delle palme, sperando che i pappagallini non mi facessero la cacchina in testa. La fame mi fece ripigliare dopo un’oretta ma non contenta, mi diressi verso il Castello da dove volevo vedere il tramonto.

 

Riuscii ad entrare ad un quarto d’ora dalla chiusura, alla modica cifra di 2 euro, ma il gioco non valse la candela…la miglior vista la si ha al di fuori del Castello!! Quindi mi sedetti sulla cinta ed aspettai. Come altre 60 persone attorno a me (tu chiamala, selezione naturale: qui non ci sono scale mobili o ascensori).

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All’imbrunire scesi e mi trovai a cena con una francese, un americano ed uno spagnolo. Mangiammo in un posto super ics e dopo un gran bel gelato preso sul lungomare, scelsi di andarmene verso l’hotel perché la conversazione non era nulla di che.

Il giorno dopo tornai al mare. L’aereo sarebbe stato appena alle 16. Rimasi tutta la mattinata sugli scogli a prendere il sole, mentre gente era direttamente in costume ad abbronzarsi. Finché venne l’ora di alzarsi e dirigersi verso l’aeroporto.

Decretando la fine di questo splendido giro in Spagna!

 

 

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